La rubrica

Bambini social: foto e video di figli e neonati, postare o non postare? Il dilemma dello “sharenting”

Foto di bambini, neonati, ecografie, stories nel passeggino, in culla, mentre dormono o nudi. C’è chi è contrario, chi non ci trova niente di male, chi posta compulsivamente, chi copre il volto del pargolo con un’emoticon. Il dibattito dell'Unità che raccoglie osservazioni e pareri di esperti, artisti, professionisti. La rubrica: "Bambini social – Un giorno questo like sarà tuo"

Cultura - di Antonio Lamorte - 24 Novembre 2023

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FOTO DA PIXABAY
FOTO DA PIXABAY

Figli, bambini e bambine, neonati o neanche ancora nati, le ecografie perfino, le foto del pancione e quelle del parto, in culla, nel passeggino, mentre dormono, nudi o col vestitino. Se ne parla da anni ormai, lo studiano psicologi ed esperti di media e comunicazione. In inglese si indica con l’espressione “sharenting”: crasi tra share, “condividere”, e parenting, “essere genitori”. L’impulso irrefrenabile a scattare foto e postarle, droppare una storia sui social, raccogliere like e reazioni con le immagini dei pargoli.

Gli interrogativi sulla questione sono molteplici: lo sviluppo emotivo e psicologico dei bambini, la privacy, la sicurezza, l’opportunità di guadagnare. C’è chi è assolutamente contrario, chi invece non ci trova niente di male, chi posta contenuti compulsivamente, chi copre il volto del pargolo con un’emoticon: un cuoricino o uno smile nella maggior parte dei casi. Si parla di kidfluencer, si nutre un archivio, un diario digitale che non è un raccoglitore di foto da tramandare ai posteri o da sfogliare tra qualche tempo: si scatta e si posta, si condivide immediatamente. E schizzano in alto i “mi piace”, salgono le interazioni, si colorano di rosso i cuoricini perché si sa: i bambini sui social sono meglio anche dei gattini.

Eurispes – ente che opera nel campo della ricerca politica, economica e sociale – avvertiva nel 2020 che “pubblicare le foto dei figli sui social espone i minorenni a tante insidie e la prima e la più citata è quella del mancato rispetto della privacy. Non è detto, infatti, che in un futuro i figli possano essere felici delle storie social pubblicate dai genitori, delle loro immagini pubblicate senza che potessero essere d’accordo”. Lo stesso ente non escludeva la possibilità di esporre i bambini a malintenzionati e citava circuiti pedofili, fotomontaggi e video deepfake, furti d’identità. Sono soltanto due degli interrogativi che pone il tema.

L’Assemblea Nazionale Francese in primavera ha approvato all’unanimità un progetto di legge per “proteggere la privacy dei figli. In una società sempre più digitalizzata, il rispetto della privacy dei minori è ormai imprescindibile per la loro sicurezza, il loro benessere e il loro sviluppo”. Secondo il disegno di legge i bambini e le bambine sono “spogliati della loro vita privata” a causa dello sharenting. Un rapporto del Surgeon General degli Stati Uniti ha rilevato che nei bambini “l’uso frequente dei social media può essere associato a cambiamenti nell’amigdala (la zona del cervello che gestisce le emozioni) e nella corteccia prefrontale (importante per il controllo degli impulsi, la moderazione del comportamento sociale), e potrebbe aumentare la sensibilità alle ricompense e alle punizioni sociali”.

Bambini social – Un giorno questo like sarà tuo è una rubrica, un dibattito de L’Unità.it che accoglierà più voci sulla questione. Esperti, politici, artisti, professionisti, giornalisti, influencer. Un dilemma che ormai sembra riguardare più o meno tutti: postare o non postare le foto e i video di neonati, bambini e minorenni sui social?

  • L’intervento dell’artista Nicola Verlato – “Il mondo non è un Grande Fratello, i genitori devono costruire un’oasi”
  • L’intervento della giornalista Anna Capasso – “Con moderazione, ma perché non condividere le foto di mia nipote?”
  • L’intervento dell’antropologa Veronica Barassi – “Non si tratta solo di privacy, ma di diritti e libertà individuali”
  • L’intervento dell’illustratrice Sara “Sarita” Liguori – “Posto ma con juicio: mai il cul*tto scoperto, mai ecografie”
  • L’intervento del filmmaker Giuliano Caprara – “Educazione digitale a scuola, per non diventare paparazzi dei nostri figli”
  • L’intervento dell’assessore Luca Trapanese – “Alba ha la sindrome di Down, con i media costruiamo una rete di amicizie”
  • L’intervento della psicologa Simona Piemontese: “Lasciamo i figli liberi di costruire la loro identità virtuale”
  • L’intervento dell’ostetrica Elena Sabella: “Ho visto madri partorire in diretta sui social”

24 Novembre 2023

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