L'emergenza sull'isola

Migranti, Meloni e von der Leyen a Lampedusa accolte dalle proteste: la farsa dell’hotspot ripulito e “silenziato”

Cronaca - di Redazione - 17 Settembre 2023 alle 11:23

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Migranti, Meloni e von der Leyen a Lampedusa accolte dalle proteste: la farsa dell’hotspot ripulito e “silenziato”

Una visita lampo che somiglia ad una farsa. Poco dopo le 10 di questa mattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sono atterrate all’aeroporto internazionale di Lampedusa, l’isola siciliana che da giorni fa i conti con un boom di arrivi di migranti dalla Tunisia.

Ad accogliere le due leader, accompagnate anche dal Commissario europeo agli Affari interni Ylva Johansson, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani e il prefetto di Agrigento Filippo Romano, oltre al ministro degli Interni Matteo Piantedosi.

Ma lo scenario è ben diverso da quello dei giorni scorsi, in cui sull’isola in sole 48 ore sono sbarcate oltre 7mila migranti, più della popolazione locale. Nell’hotspot gestito dalla Croce Rossa gli ospiti sono “solo” 1500 (ne può ospitare un massimo di 380) e la struttura, visitata per soli 10 minuti dalla premier e dalla presidente della Commissione Ue, era stata accuratamente ripulita, facendo sparire anche i tendoni della Croce Rossa dove nei giorni scorsi erano stati ospitati i 7mila migranti. Ripulita anche la collinetta divenuta un water a cielo aperto a causa dell’afflusso straordinario di ospiti. Non solo: secondo quanto appreso Meloni e von der Leyen non hanno incontrato alcun migrante, motivo che ha portato anche gli ospiti della struttura a protestare.

Ma l’arrivo di Meloni e von der Leyen a Lampedusa è stato condito anche da contestazioni. Alcune decine di cittadini dell’isola hanno infatti sbarrato la strada al convoglio di auto nel tragitto dall’aeroporto all’hotspot per i migranti. Solo dopo un colloquio con la premier i manifestanti hanno liberato la strada: “Stiamo facendo il possibile, come sempre io ci metto la faccia”, avrebbe detto la premier ai manifestanti.

Oggetto del contendere la possibile costruzione di una nuova tendopoli che, era il timore del vicesindaco leghista Attilio Luca, sarebbe stata destinata ad ospitare i naufraghi sbarcati:  tesi questa smentita sabato dal questore Emanuele Ricifari, che ha sottolineato come fosse pensata per esercito e forze dell’ordine. In ogni caso il progetto, come fatto filtrare dalla prefettura di Agrigento, sarebbe stato per il momento accantonato.

Dopo i dieci minuti trascorsi all’hotspot, premier e von der Leyen si sono quindi recate al Molo Favolaro di Lampedusa, lì dove avvengono la grande maggioranza degli sbarchi sull’isola e ribattezzato “cimitero dei barchini“, le piccole imbarcazioni usate dai migranti che poi vengono abbandonate davanti alla battigia. A partire dalla mezzanotte odierna gli sbarchi sono ripresi: 144 migranti, 69 dei quali arrivati direttamente a Cala Croce, sono approdati sull’isola. Durante la notte, gli ultimi ad essere rintracciati dai carabinieri sono stati i 69 (tra cui 4 donne) egiziani, siriani e sudanesi che hanno riferito di essere salpati da Zawia, in Libia, pagando 4mila dollari a testa. Per la mattinata la Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento di 640 migranti con la nave dedicata “Veronese” che farà rotta verso Catania.

Quindi il ritorno di premier e presidente della Commissione Ue all’aeroporto di Lampedusa, dove era in programma un punto stampa. Qui Meloni ha sottolineato, ringraziando Ursula von der Leyen, che quello dell’immigrazione e di Lampedusa “è un problema che coinvolge tutti e che riguarda tutti. Questo non è un gesto di solidarietà da parte dell’Europa ma un atto di responsabilità verso se stessa”, evidenziando come l’isola siciliana “non è un confine italiano ma europeo” e dunque “servono soluzione serie, complesse e durature”.

Per la premier “più che redistribuire i migranti è necessario uno stop delle partenze, lo chiedono i rifugiati stessi dei quali proviamo a occuparci ogni giorno. Non escludo un coinvolgimento delle Nazioni Unite che considero invece necessario. Come minimo serve una missione navale Ue contro gli scafisti”.

Quanto a von der Leyen, la presidente della Commissione europea ha rimarcato come “serve una risposta europea per tutto questo. Dobbiamo stabilire un criterio per chi entra”, annunciando “un piano d’azione in 10 punti per sostenere l’Italia”. Parlando in italiano von der Leyen ha quindi aggiunto che “l’Italia può contare sull’Unione Europea” e ribadendo che il contrasto all’immigrazione “è una sfida continentale che richiede una risposta comunitaria“.

di: Redazione - 17 Settembre 2023

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