L'appello di Alfredo Romeo

Schlein e Bonaccini siano uniti: la sinistra ha bisogno di stare insieme, non di eterne liti

Mi hanno molto amareggiato le dichiarazioni del dirigente Ruotolo, il quale intima all’Unità di tenersi alla larga dalle feste dell’Unità. La sinistra ha bisogno di stare insieme, non di eterne liti

Editoriali - di Alfredo Romeo - 17 Giugno 2023

CONDIVIDI

Schlein e Bonaccini siano uniti: la sinistra ha bisogno di stare insieme, non di eterne liti

Onorevole Elly Schlein, segretaria del Pd,
Presidente Stefano Bonaccini,
vi scrivo perché sono rimasto sorpreso e amareggiato, dopo aver letto su Repubblica una dichiarazione di un dirigente del Pd, ex dipendente Rai – Sandro Ruotolo – il quale intima all’Unità di tenersi alla larga dalle feste dell’Unità. Ho letto tre volte quella dichiarazione prima di convincermi che non ci fosse un errore di stampa. Una intimazione all’Unità a scomparire? Non succedeva dal 1926. Vi chiedo se devo dar retta al dottor Ruotolo, o se invece voi pensate che la sua dichiarazione sia un errore o una distrazione.

Sono un imprenditore meridionale che non ha mai nascosto le sue idee politiche. Di sinistra. Ero molto vicino al vecchio Pci, che ancora oggi considero un pezzo fondamentale, e molto bello, della storia politica di questo paese. Rivendico con orgoglio questa mia appartenenza. Ho sofferto, come immagino abbiate sofferto voi, per la chiusura dell’Unità, portata fino al fallimento da imperizia o disinteresse. Ho iniziato quattro anni fa ad impegnarmi nel difficile tentativo di portare a termine il suo salvataggio. Mettendoci fatica, impegno personale, risorse economiche.

È stata una impresa asperrima, ma io faccio parte di quel settore dell’imprenditoria italiana cocciuto e sistematico. E alla fine, come sapete, sono riuscito ad acquistare il marchio e a riportare in edicola il giornale che fu fondato cento anni fa da Antonio Gramsci, uno dei più grandi intellettuali europei del novecento. Quel giornale non poteva finire come uno straccio da buttar via. E oggi viene ad affiancarsi al Riformista, che avevo ripreso anche quello dal fallimento e riportato in edicola quattro anni fa, e, dopo la direzione Sansonetti, è ora diretto dal senatore Matteo Renzi.

 

Non chiedo a nessuno di essermi grato per questo mio impegno. Lo ho fatto perché ci credevo, perché sono convinto che l’Italia abbia bisogno di giornali e soprattutto di giornali di centrosinistra. E che, senza Unità, sia un paese peggiore. L’Unità che ho riportato in edicola è un giornale che appartiene interamente alla vecchia tradizione dell’Unità. Giornale fortemente di sinistra, spavaldo, indipendente, che si richiama – come abbiamo scritto già diverse volte su queste pagine – agli ideali socialisti, libertari e cristiani.

Non siamo e non saremo mai il giornale del Pd. Siamo il giornale della sinistra. Che mette a disposizione di tutta la sinistra le sue capacità di informare, di formare, di discutere, di pensare. La fine delle ideologie ha lasciato un vuoto gigantesco nella politica italiana, e questo vuoto si può riempire solo con l’informazione e con la produzione di pensiero e di idee. E senza idee, e pensiero, e tradizione la sinistra si affievolisce e muore. Siamo il giornale della sinistra, intendiamo risollevare le bandiere della sinistra e anche la sua storia e le sue tradizioni. E certamente non ci sfugge il fatto che il più importante partito della sinistra è il Pd.

Io sono convinto che la sinistra abbia bisogno proprio di questo. Di Unità. Anche nel senso etimologico del termine. Scriveva Antonio Gramsci, nella lettera al partito del 1924 nella quale proponeva la fondazione del giornale: “Il giornale non dovrà avere nessuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo l’Unità, puro e semplice, che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale”.

Cari amici miei, le ho imparate a memorie queste parole di Gramsci. Sono convinto che 100 anni dopo, l’Unità debba essere proprio quella che voleva Gramsci. E sono convinto che la sinistra abbia bisogno di unità. Di Unità. Di unirsi. Non solo la sinistra, ma il centrosinistra, perché c’è necessità di centrosinistra per governare l’Italia. Per questo ho deciso di editare due giornali. Uno di sinistra e uno di centro. Sinistra e centro hanno bisogno di stare vicini.

Non Disunitevi. Non Disuniamoci, questo è il messaggio che vogliamo lanciare con l’Unità. Perché la sinistra può ritrovare la sua anima e la sua strategia solo se la fa finita con la pratica delle liti eterne. Vedete, io sono un pacifista e sono un garantista. Sono sempre stato pacifista e garantista. So che stavolta tra di noi ci sono molte discussioni su questi temi. E l’Unità è a disposizione di tutte le posizioni. Però l’idea di fondo del pacifismo e del garantismo è la stessa. E deve essere salvata. L’idea di fondo è la pace come valore e l’odio come disvalore. Il diritto come valore e la sopraffazione come disvalore. L’unità come valore e la disunità come disvalore. Vogliamo camminare insieme su questa strada? Uniamoci, non disuniamoci.

17 Giugno 2023

Condividi l'articolo