La Commissione d'inchiesta
“Israele ha deliberatamente ammazzato i bambini di Gaza”, il report dell’Onu rinforza le prove sul genocidio dei palestinesi
Nel report presentato ieri gli investigatori delle Nazioni unite dichiarano di aver trovato le prove. Questo è un fattore chiave per stabilire “intento genocida delle forze di sicurezza israeliane”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Una denuncia documentata. Un j’accuse gravissimo. Israele sta prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi, un fattore chiave in quello che è diventato un “genocidio” in corso a Gaza. Lo hanno affermato ieri gli investigatori delle Nazioni Unite. La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver trovato prove che “bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane”. Questo, ha affermato, è un fattore chiave per stabilire “l’intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la più ampia comunità palestinese a Gaza”. Il team investigativo di tre membri aveva inizialmente stabilito in un rapporto dello scorso settembre che Israele aveva commesso un “genocidio” nella guerra a Gaza, una conclusione che Israele ha categoricamente respinto. Nel rapporto di approfondimento di ieri, hanno affermato che l’intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane sono continuate, provocando un numero “senza precedenti” di morti, feriti e traumi tra i bambini palestinesi. Vi sono “ragionevoli motivi” per concludere che le autorità e le forze di sicurezza israeliane “hanno continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza, hanno affermato.
Israele, da tempo aspramente critico nei confronti della commissione, ha definito il rapporto “diffamatorio” e una “farsa calunniosa”. Ha accusato gli investigatori di ignorare “le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani”. La commissione, istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2021, ha esaminato per il suo ultimo rapporto i crimini che colpiscono i bambini palestinesi e come le condizioni di vita imposte da Israele a Gaza “causino una mortalità infantile prevenibile”. “Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, provocando genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania”, ha affermato il team in una dichiarazione. La commissione ha parlato di azioni che hanno “cancellato l’infanzia” a Gaza e continueranno a colpire i bambini del territorio per tutta la vita. L’inchiesta delle Nazioni Unite ha affermato che durante i primi due anni di guerra almeno 20.179 bambini sono stati uccisi e 44.143 feriti. L’uccisione e il ferimento di bambini palestinesi “facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza”, si legge nel rapporto. I giovani feriti “affrontano una vita di disabilità” che ora è “una realtà demografica determinante” tra i bambini di Gaza.
L’assedio di Gaza ha “compromesso direttamente la salute riproduttiva e neonatale”, mentre il collasso dei programmi di sanità pubblica ha “eroso le condizioni necessarie per una generazione futura sana”. Il rapporto ha elencato divisioni, brigate e unità israeliane che potrebbero essere responsabili dell’uccisione di bambini, in specifici episodi a Gaza e in Cisgiordania. Oltre a Gaza, la commissione ha anche documentato un forte aumento della violenza perpetrata dai coloni israeliani contro i bambini palestinesi in Cisgiordania. In una dichiarazione diffusa il 19 giugno, il portavoce dell’Unicef James Elder ha parlato di un “cessate il fuoco diventato un’illusione crudele e mortale” per i bambini di Gaza. Il dato più significativo, sottolinea l’organizzazione, è la media delle vittime: un bambino ucciso ogni giorno per oltre otto mesi, un bilancio che avrebbe dovuto essere incompatibile con una fase caratterizzata dalla riduzione delle ostilità. “Questi bambini non sono stati uccisi in una zona di guerra”, afferma Elder. “Sono stati uccisi nelle loro case, nelle scuole, mentre giocavano a calcio o mentre pescavano”. Secondo l’Unicef, i minori sono stati colpiti da proiettili, bombardamenti e attacchi condotti con droni, in contesti che avrebbero dovuto essere considerati relativamente sicuri.
Accanto alle vittime, cresce il numero dei feriti. Oltre 400 bambini hanno riportato lesioni, spesso gravissime. L’agenzia riferisce di una dodicenne colpita al petto mentre si trovava nella sua tenda e di una bambina di tre anni raggiunta al volto da un proiettile sparato da un drone mentre era nella propria abitazione. Negli ospedali, spiegano gli operatori sanitari, si continuano a trattare emorragie cerebrali, traumi cranici e lesioni al torace e all’addome che lasceranno conseguenze permanenti. Ma la crisi non riguarda soltanto i danni fisici. L’Unicef richiama l’attenzione sul profondo impatto psicologico del conflitto. Per molti bambini di Gaza, paura, lutti e violenza sono diventati una componente costante della vita quotidiana. Un trauma che compromette il sonno, l’alimentazione e lo sviluppo, aggravando anche i problemi di malnutrizione già diffusi nella Striscia. “Dobbiamo smettere di normalizzare ciò che è anormale”, ha dichiarato il portavoce dell’Unicef, sostenendo che il continuo verificarsi di morti tra i bambini durante un cessate il fuoco dovrebbe allarmare governi e istituzioni impegnati nella tutela del diritto internazionale. Dovrebbe. Perché la realtà dice altro.