Continuano le violenze dei coloni

Cisgiordania, il terrorismo dei coloni: date alle fiamme due moschee

Sui muri le scritte in ebraico: “Ragazzi, svegliatevi”, “Vendetta”, “Notte delle moschee”. Solo l’ultimo di molti altri raid in luoghi di culto palestinesi nei territori occupati

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

18 Giugno 2026 alle 20:30

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AP Photo/Majdi Mohammed – Associate Press/ LaPresse
AP Photo/Majdi Mohammed – Associate Press/ LaPresse

Ai pogromisti di Eretz Israel, e ai soldati dell’esercito “più etico del mondo” che li supportano, non basta più rubare terre, distruggere raccolti, incendiare case, usare violenza, fino ad uccidere, contro civili palestinesi inermi. Non basta tutto questo abominio criminale. Ora devono essere distrutti anche i luoghi di culto musulmani nella Cisgiordania violentata, abusata, occupata dai coloni che tanto piacciono ai ministri fascisti del governo Netanyahu, i Ben-Gvir, i Smotrich…

Martedì, un gruppo di coloni ha dato fuoco all’ingresso di due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazràa al-Nubani, a nord di Ramallah, Secondo fonti dell’agenzia di stampa palestinese Wafa, i residenti hanno affrontato i coloni mentre questi tentavano di incendiare la moschea, mentre le forze israeliane hanno successivamente fatto irruzione nella città sparando gas lacrimogeni e granate stordenti. A Beita, i coloni hanno anche aggredito i residenti, ferendo quattro persone. Nei video diffusi dalle testate locali si vede del fumo uscire dall’ingresso degli edifici e le facciate annerite dalle fiamme. Sui muri sono state inoltre lasciate diverse scritte in ebraico: “Ragazzi, svegliatevi”, “Vendetta”, “Notte delle moschee” e “Saluti del detenuto”. Le scritte rinvenute sul posto richiamano il linguaggio utilizzato in passato negli attacchi attribuiti agli ambienti più radicali del movimento dei coloni, che spesso accompagnano incendi e atti vandalici con slogan di rappresaglia o messaggi di sostegno ad attivisti arrestati. L’episodio arriva inoltre a pochi mesi da altri attacchi contro luoghi di culto palestinesi nella Cisgiordania occupata, tra cui il danneggiamento di una moschea nel villaggio di Tell, vicino Nablus.

Il 13 maggio, poi, un palestinese di 16 anni è stato ucciso in un attacco coordinato tra milizie di coloni e soldati israeliani vicino al villaggio di Jiljilya, durante il quale sono stati rubati anche centinaia di capi di bestiame e trattori agli agricoltori palestinesi. L’incendio alla moschea di Jaljilya è solo l’ultimo episodio di una lunga scia di attacchi perpetrati dai coloni ai danni di civili palestinesi nei Territori occupati e che dal 2022 ha registrato un’impennata, con il 2025 che, secondo l’Onu, è stato l’anno record per numero di violenze. Lo scorso anno sono stati infatti uccisi almeno sette palestinesi direttamente da coloni, contro i tre dell’anno precedente: un aumento del 133%. I feriti sono passati da 362 a 832, con una crescita del 130%. In totale, tra gennaio 2023 e dicembre 2025, almeno 26 palestinesi sono stati uccisi e 1.570 feriti in attacchi attribuiti ai coloni. Se si allarga lo sguardo fino al 2008, la conta si allunga: 61 morti e 3.778 feriti, tra cui centinaia di minori e donne.

I dati delle Nazioni Unite mostrano una tendenza ancora più marcata se si considerano anche gli episodi che non provocano vittime ma causano danni alle proprietà. Solo nel 2025 l’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha documentato oltre 1.800 attacchi di coloni contro palestinesi che hanno provocato feriti, incendi, devastazioni di abitazioni, distruzione di terreni agricoli e danneggiamenti a infrastrutture essenziali. Si tratta del numero più alto registrato dall’inizio delle rilevazioni sistematiche dell’agenzia. Tra i settori più colpiti figura quello agricolo. Durante la raccolta delle olive – fondamentale per la sussistenza economica per le comunità rurali palestinesi – del 2025 l’Ocha ha registrato decine di episodi di aggressione ai danni di contadini palestinesi e migliaia di ulivi e alberi da frutto vandalizzati o abbattuti. Nessuno degli autori delle violenze è stato condannato. Israele, “l’unica democrazia del Medio Oriente”.

18 Giugno 2026

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