I nuovi attacchi

Due moschee date a fuoco in Cisgiordania, cresce la violenza dei coloni israeliani protetti da Netanyahu ed esercito

Esteri - di Redazione

17 Giugno 2026 alle 12:12

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Due moschee date a fuoco in Cisgiordania, cresce la violenza dei coloni israeliani protetti da Netanyahu ed esercito

Israele non ha intenzione di fermare la sua offensiva in Libano, nonostante l’ultimatum di Donald Trump che ha legato la firma della pace con l’Iran allo stop del suo alleato di ferro in Medio Oriente negli attacchi contro il “Paese dei cedri”, in particolare il sud dove è più forte la presenza di Hezbollah, alleato chiave nella regione per Teheran, ma non placa neanche i suoi interessi a Gaza e in Cisgiordania.

Qui in particolare il governo di Benjamin Netanyahu e dei suoi alleati dell’estrema destra messianica come Ben Gvir e Smotrich è aperto sostenitore della “causa” dei coloni, che nonostante le violenze contro la popolazione arabo-palestinese vengono protetti dall’IDF. Episodi di violenza che si ripetono con quotidiana frequenza.

L’ultimo, gravissimo anche per il suo significato “politico”, è avvenuto nei villaggi di Jaljulia e Mazra’a al-Nubani, a nord di Ramallah: qui diversi coloni israeliani nella notte hanno dato fuoco all’ingresso di due moschee. Alcune video diffusi via social da attivisti locali mostrano un gruppo di coloni israeliani appiccare il fuoco alla moschea durante la notte. Sulla facciata sono state lasciate scritte in ebraico con parole come “Notte delle moschee” e “Vendetta“. Secondo fonti dell’agenzia di stampa palestinese Wafa, i residenti hanno affrontato i coloni mentre questi tentavano di incendiare la moschea, mentre le forze israeliane hanno successivamente fatto irruzione nella città sparando gas lacrimogeni e granate stordenti, confermando il ruolo di “spalla” delle violenze dei coloni.

Attacchi che si stanno facendo sempre più gravi. Il 13 maggio scorso un giovane palestinese di 16 anni è stato ucciso in un attacco coordinato tra milizie di coloni e soldati israeliani vicino al villaggio di Jiljilya, durante il quale sono stati rubati anche centinaia di capi di bestiame e trattori agli agricoltori palestinesi. Questa mattina coloni israeliani provenienti dall’insediamento illegale di Yitzhar hanno lanciato pietre contro un’abitazione palestinese nel villaggio di Burin, a sud di Nablus.

Il tutto mentre le istituzioni si limitano a provvedimenti inefficienti, come le sanzioni contro singoli coloni. Dal G7 francese di Evian una dichiarazione dei “sette grandi” si è limitata a chiedere per Gaza di “accelerare gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle misure politiche e di sicurezza pertinenti”, auspicando la “fine delle violenze in Cisgiordania”.

di: Redazione - 17 Giugno 2026

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