La denuncia del parroco

In Cisgiordania le violenze dei coloni israeliani non risparmiano i villaggi cristiani: a Taybeh roghi, furti e spari

Esteri - di Redazione

10 Giugno 2026 alle 17:56

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In Cisgiordania le violenze dei coloni israeliani non risparmiano i villaggi cristiani: a Taybeh roghi, furti e spari

Roghi e spari in Cisgiordania non risparmiano neanche i cristiani. Non ci sono solo i cittadini arabi palestinesi nel mirino dei coloni israeliani, il gruppo storicamente protetto dal governo di estrema destra di Benjamin Netanyauh e soprattutto dai due ministri della destra messianica Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, che da anni ripetono pubblicamente la volontà di annettere completamente “Giudea e Samaria”.

Nuove violenze sono state registrate oggi a Taybeh, un villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. A denunciarlo è il parroco locale, padre Bashar Fawadleh: “Nella serata di ieri diversi giovani sono stati ostacolati e aggrediti dai coloni mentre aiutavano alcuni residenti a spegnere un vasto incendio appiccato deliberatamente. Più persone hanno subito violenze fisiche, alcuni veicoli sono stati danneggiati, beni personali sono stati rubati e sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco”, le sue parole, come scrive il Sir. Fawadleh, riferisce l’Ansa, ha fatto appello alla comunità internazionale per “garantire la protezione dei civili e il loro diritto fondamentale a vivere in pace e sicurezza”.

Notizie che arrivano nel giorno in cui Amnesty International accusa Israele di condurre una campagna di “pulizia etnica” contro le comunità beduine e di pastori nella Cisgiordania occupata, operazioni che arrivano appoggiando le comunità di coloni violenti per puntare ad accelerare l’annessione del territorio palestinese.

Amnesty ha presentato oggi a Berlino un nuovo rapporto sulle violenze dei coloni e sugli sfollamenti forzati subiti dagli abitanti palestinesi della Cisgiordania. La segretaria generale di Amnesty, Agnes Callamard, ha puntato il dito anche contro Germania e altri Paesi europei che “hanno favorito la politica di pulizia etnica di Israele”, sottolineando come le sanzioni mirate contro singoli individui promosse dall’Unione Europea seppur “importanti” dal punto di vista economico “non hanno alcun impatto sul ritmo di espansione degli insediamenti” né sulla “portata della violenza dei coloni”.

di: Redazione - 10 Giugno 2026

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