Il tycoon getta la maschera
Iran, Trump getta la maschera: “Gas e petrolio, conquisteremo l’isola di Khartoum: faremo come col Venezuela”
Il tycoon: “Stanotte colpiremo con la massima durezza, in futuro conquisteremo l’isola di Kharg e prenderemo il controllo totale dei loro mercati”. Teheran annuncia la chiusura totale di Hormuz
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Dopo 38 annunci di un accordo imminente, questa è la situazione in pillole: Teheran annuncia la chiusura totale di Hormuz. Raid Usa in Iran, colpiti sistemi di difesa e radar. Le forze pasdaran attaccano basi Usa in Bahrain, Kuwait e Giordania. Guerra totale. Varia l’intensità ma si allarga il fronte.
Il tycoon si porta avanti con il lavoro: “Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, sistemi radar, difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono andate perdute!) con massima durezza stanotte. In un futuro non troppo lontano, conquisteremo l’Isola di Kharg e altri punti strategici delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America. Grazie per l’attenzione dedicata a questa questione!”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma quale regime change. Ma quale nucleare. The Donald vuole fare dell’Iran una sorta di Venezuela 2.0: controllo totale dei mercati iraniani di gas e petrolio.
- Guerra in Iran senza fine: pace annunciata 38 volte, ma Trump annuncia altre bombe
- Iran, secondo giorno di attacchi tra Usa e Teheran: la “diplomazia coercitiva” di Trump provoca la chiusura di Hormuz
- Iran, attacchi Usa contro il regime dopo l’abbattimento di un Apache: missili di Teheran su obiettivi americani nel Golfo
Trump ha detto a Fox News che gli Usa «hanno lanciato su di loro [l’Iran] bombe per un valore di 250 milioni di dollari la scorsa notte». Gli Stati Uniti «non li stanno colpendo abbastanza duramente», ma l’Iran è «sottomesso, semplicemente non lo sanno ancora», ha aggiunto. Inoltre, ha ribadito che «la mia preferenza è sempre stata prendere l’isola di Kharg, ma non so se l’America abbia lo stomaco per farlo». Aggiungendo però che «gli Usa sono in trattative con l’Iran». Per Trump, «l’Iran è finito. Se volessi, potrei mettere un piccolo numero di soldati» su suolo iraniano e prendere tutto sotto il controllo di Washington.
L’Iran considererà tutte le aziende di Elon Musk che operano in Medio Oriente come obiettivi militari mentre porta avanti la sua risposta contro gli Stati Uniti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana Fars. Secondo un post pubblicato sul canale Telegram di Fars e tradotto in altre lingue, la repubblica islamica prenderà di mira “tutti gli interessi legati alle attività economiche gestite da Elon Musk nell’Asia occidentale”, inclusa una stazione terrestre regionale di Starlink. La notizia è stata diffusa più o meno nello stesso momento in cui Trump, ha avvertito sul proprio social Truth che gli Stati Uniti attaccheranno l’Iran «MOLTO DURAMENTE QUESTA SERA». «Qualsiasi danno arrecato ai nostri alleati nel Golfo sarà risarcito utilizzando fondi sequestrati dai conti iraniani», annuncia il segretario del Tesoro americano Scott Bessent su X, senza specificare il meccanismo previsto. «Ogni attacco lanciato dall’Iran non farà che aggravare le conseguenze economiche e finanziarie che il Paese deve affrontare», ha aggiunto.
In un post sui social media l’agenzia marittima iraniana afferma che «alla luce delle tensioni create dalle forze americane di invasione nella regione e dell’annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo avviso. Si prega i richiedenti che hanno ottenuto i permessi di transito di avere pazienza e di attendere ulteriori indicazioni» dall’autorità marittima. “Abbiamo preso di mira la base aerea e il centro di comando di Al-Azraq in Giordania, dove si trovano importanti strutture statunitensi, così come la sede in cui sono stazionati gli F-35, F-15 e F-16 americani, con 12 missili balistici, e abbiamo distrutto le strutture e un gran numero di caccia», ha dichiarato ieri il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in un comunicato. «I nuovi attacchi sono stati lanciati per punire l’esercito statunitense, responsabile dell’uccisione di bambini, per aver attaccato un complesso produttivo, un centro di intrattenimento e una fortezza militare nei pressi di Karaj e Nazarabad, nonché una base locale delle Guardie rivoluzionarie a Pishva».
Un deposito d’acqua con le strutture per la distribuzione alla popolazione sarebbe stato colpito nel corso degli attacchi Usa nel sud dell’Iran. Lo riferisce il New York Times, che ha pubblicato anche alcune foto. L’episodio sarebbe avvenuto nei pressi del villaggio di Bemani, non lontano dallo Stretto di Hormuz, in una zona dove la temperatura in questi giorni ha sfiorato i 40 gradi. Un membro della delegazione negoziale iraniana, Hussein Pak, ha affermato che permangono diverse questioni irrisolte nei colloqui con gli Stati Uniti e respinge la presenza israeliana nel Libano meridionale. “Ci sono diverse questioni che non sono ancora state risolte, soprattutto per quanto riguarda la fine della guerra nella regione, Libano compreso”, ha dichiarato il negoziatore iraniano al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed. “L’Iran non accetterà la continua presenza israeliana nel Libano meridionale né la sua libertà di movimento e di azione in quella zona. L’Iran non farà alcuna concessione su questo punto”, ha sottolineato Pak. Ma in Libano agisce Israele. Almeno 3.711 persone sono state uccise e 11.483 sono rimaste ferite da quando Israele ha intensificato i suoi attacchi contro il Libano il 2 marzo. Lo indicano i dati diffusi dal ministero della Salute pubblica di Beirut. E Netanyahu non ha nessuna intenzione di mollare la presa sul Paese dei Cedri.