Il conflitto nel Golfo

Iran, secondo giorno di attacchi tra Usa e Teheran: la “diplomazia coercitiva” di Trump provoca la chiusura di Hormuz

Esteri - di Redazione

11 Giugno 2026 alle 10:30

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Iran, secondo giorno di attacchi tra Usa e Teheran: la “diplomazia coercitiva” di Trump provoca la chiusura di Hormuz

Nessuna tregua, bombardamenti che continuano tra aperture e minacce nei confronti della Repubblica Islamica. È la “diplomazia coercitiva”, così la definisce il Pentagono, per spingere l’Iran a dare ulteriori concessioni ma soprattutto spingere il regime a firmare l’intesa per la pace proposta da Donald Trump. E così nella notte tra mercoledì e giovedì Stati Uniti ed Iran hanno ripreso ad attaccarsi per il secondo giorno di fila, con i raid iniziati come ritorsione per l’abbattimento di un elicottero Apache nello stretto di Hormuz che Washington ha attribuito alle forze armate iraniane.

Esplosioni sono state registrate a Qeshm e Hengam, due isole nello stretto di Hormuz, nel porto di Bandar Abbas e in uno degli impianti petrolchimici del giacimento di gas di South Pars, il più grande giacimento di gas al mondo, che l’Iran divide con il Qatar. Ma il CENTCOM, il comando centrale delle forze armate statunitensi per il Medio Oriente, avrebbe colpito anche un impianto di stoccaggio dell’acqua a Bemani, a sud della città di Minab: offensiva quest’ultima che, se confermata, configurerebbe un crimine di guerra.

Da parte sua Teheran, tramite i Pasdaran, hanno annunciato attacchi contro diverse basi statunitensi nell’area del Golfo e del Medio Oriente, da Bahrein al Kuwait, fino alla Giordania. Qui in particolare sarebbe stata attaccata la base aerea di al Azraq, con il regime che ha rivendicato la distruzione di alcuni caccia statunitensi che erano stanziati lì in attesa di colpire l’Iran.

Ma soprattutto la Repubblica Islamica ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz a tutto il traffico navale, comprese petroliere e navi commerciali. Il quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya ha aggiunto che “qualsiasi imbarcazione tenti l’attraversamento dello Stretto sarà presa di mira”, annunciando subito dopo di averne già colpite due.

Scontri non solo militari ma anche di opposto propaganda. Donald Trump in una intervista a Fox News ha annunciato che gli attacchi all’Iran finiranno presto e che funzionari di Teheran gli hanno chiesto di fermare i bombardamenti mentre il leader Usa era impegnato nella Situation Room alla Casa Bianca. Una versione dei fatti smentita seccamente da Teheran. L’agenzia di stampa statale, citando un funzionario iraniano, ha precisato che non c’è stato alcun contatto con Trump, aggiungendo che l’Iran risponderà militarmente agli “attacchi in corso”. Anche per la Cnn, nonostante gli attacchi reciproci, i colloqui tra le due parti sono proseguiti nel corso della notte, anche se le prospettive di una svolta diplomatica sembrano ulteriormente affievolite dopo che una delegazione qatariota impegnata nella mediazione ha lasciato Teheran senza aver registrato alcun progresso nei colloqui.

Sempre Trump, questa volta via Truth, ha ribadito che anche stasera “gli Stati Uniti colpiranno l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, sistemi radar, difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacità offensive, sono andate perdute!) con massima durezza”. Non solo, il presidente Usa ha annunciato che “in un futuro non troppo lontano, conquisteremo l’Isola di Kharg e altri punti strategici delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, cosa che sta funzionando alla grande sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”.

di: Redazione - 11 Giugno 2026

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