Tornano gli scontri
Iran, attacchi Usa contro il regime dopo l’abbattimento di un Apache: missili di Teheran su obiettivi americani nel Golfo
Prima l’impegno come “paciere” tra Israele e Teheran, con tanto di telefonate indiavolate col primo ministro Benjamin Netanyahu per imporgli la fine delle ostilità, quantomeno contro la Repubblica Islamica, mentre l’IDF continua a colpire il Libano, poi l’offensiva scatenata da egli stesso contro l’Iran. Donald Trump è come sempre un “giano bifronte” di difficile interpretazione: nella notte tra martedì e mercoledì gli Stati Uniti hanno ripreso ad attaccare nuovamente l’Iran, con l’offensiva Usa contro il regime accusato dallo stesso presidente di aver abbattuto un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz con un proprio drone.
Trump ha sottolineato che i due piloti a bordo dell’elicottero non erano rimasti feriti ed erano stati soccorsi, ma che gli Stati Uniti dovevano “necessariamente” rispondere all’attacco. Il regime di Tehera non ha ammesso alcuna responsabilità per l’abbattimento dell’Apache americano.
Già dalla serata di martedì l’agenzia di stampa iraniana Fars aveva segnalato esplosioni nella provincia di Hormozgan, sul Golfo Persico, in particolare nella città di Kuhestak, Sirik e Minab. Attacco confermato dal CENTCOM, il Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente, che ha comunicato come marina e aeronautica statunitense hanno colpito diversi centri di sorveglianza radar, stazioni di controllo e sistemi di difesa iraniani vicini allo stretto di Hormuz.
Come ritorsioni i Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniani, hanno annunciati di aver attaccato con i propri droni alcune navi della flotta statunitense nel Bahrein e di aver colpito 21 basi statunitensi nella regione: il CENTCOM statunitense ha smentito di aver subito alcun danno dall’offensiva iraniana. La Giordania ha invece fatto sapere di aver abbattuto cinque missili iraniani diretti verso la parte centrale del paese, dove i Guardiani della rivoluzione dicono di aver lanciato un attacco contro una base militare statunitense distruggendo “gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense” ad Azraq.
Al momento gli attacchi, gravi ma limitati, non sembrano in ogni grado ca paci di compromettere il pur fragile cessate il fuoco siglato ad aprile tra Stati Uniti ed Iran, esteso a tempo indefinito da Trump. Ma da Washington, come da mesi a questa parte, sul tema arrivano dichiarazioni contrastanti. A partire da quelle dello stesso presidente Trump, che sul suo social Truth accusa l’Iran di star impiegando “troppo tempo per negoziare un accordo” con gli Stati Uniti e che per questo “ora dovrà pagarne il prezzo”. Sulla stessa linea le dichiarazioni che Fox News riporta a proposito di una intervista telefonica concessa dal tycoon all’emittente televisiva. Stando a quanto riferisce la tv, Trump avrebbe affermato di essere sul punto di ordinare nuovi attacchi contro centrali elettriche e ponti iraniani: Fox però non ha trasmesso la registrazione della conversazione né ha riportato una citazione diretta di Trump. Al contrario invece Cnn, citando una fonte diplomatica, parla di passi in avanti nelle trattative tra la Casa Bianca e la Repubblica Islamica: in particolare “negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran questa mattina per incontrare gli iraniani nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti” e finalizzare un accordo, scrive l’emittente tv.