L'ascesa di Futuro Nazionale
Vannacci, l’ascesa di Futuro Nazionale dell’ex generale a scapito di Lega e FdI: così rischia di cambiare gli equilibri nel voto
L’ex generale cresce nei sondaggi a scapito della Lega e dei Fratelli d’Italia. Può essere l’ago della bilancia alle prossime urne. Ma FI non vuole imbarcarlo
Politica - di David Romoli
È probabile che il generale Vannacci ci sperasse. Senza gli scandalizzati media che con i loro articoli e servizi al vetriolo avevano spinto il suo autoprodotto volume Il mondo al contrario in cima alle classifiche dei best sellers, oggi probabilmente sarebbe solo un alto ufficiale vicino alla pensione. Si sa come sono andate le cose ed è probabile che prendano di nuovo lo stesso corso, stavolta per lanciare a colpi di vituperi, la più impagabile delle pubblicità, non un libro ma un partito, Futuro Nazionale.
Sabato e domenica, all’auditorium della Conciliazione di Roma, si svolgerà la prima Costituente del partito di Vannacci, l’atto ufficiale di nascita. Fioccano inchieste e interviste sdegnate il cui solo esito è dimostrare che Vannacci è quanto di più vicino a un moderno fascista ci sia oggi in Italia. Di solito operazioni del genere finiscono per spingere alla grande l’oggetto di tanta esecrazione e in realtà di una spinta il generale ha bisogno. Dalla fondazione di Futuro nazionale a oggi i sondaggi crescono ma di poco. Fn era al 4% all’inizio di febbraio e veleggia intorno al 4,5% oggi. È vero che Vannacci vanta una crescita degli iscritti a suo dire da record, dai 2500 dell’8 febbraio ai 94mila dichiarati due giorni fa. Ma si tratta di cifre prive di riscontro oggettivo e se è vero che il generale è quarto per numero di follower sui social, con un milione di seguaci, è anche vero che resta sideralmente distante dai primi tre leader, nell’ordine Meloni, Salvini e Conte, rispettivamente 12, 10 e 8 milioni di followers. Insomma, per uscire dalle zone basse della classifica politica Vannacci ha bisogno di una cassa di risonanza mediatica ma si può star certi che la troverà prestissimo e anzi la ha già trovata. Pochi giorni fa la maxi inchiesta di Piazza Pulita, oggi l’intera puntata di In mezz’ora di Lilli Gruber.
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Del resto fare finta di non vederlo sarebbe impossibile. Il suo 4,5% può non essere moltissimo in assoluto ma lo è nello specifico italiano. Da settimane i sondaggi concordano sul farne l’ago della bilancia. Con lui la destra può vincere le prossime elezioni assicurandosi il cospicuo premio di maggioranza, senza di lui quel premio se lo aggiudicherebbe il Campo Largo. Il particolare basta e avanza per fare di Vannacci un enorme problema per tutte le componenti del centrodestra. Marina Berlusconi è la più sideralmente distante dalle posizioni di Vannacci, opposte al partito liberista ma anche liberal che ha in mente. Ufficialmente quello azzurro sembra un vero e proprio veto ma i conti in questi casi si fanno solo all’ultimo momento sulla base dei sondaggi più freschi. Mulè, che tra i forzisti è forse il più liberal, sere fa in tv già metteva le mani avanti: “In Germania contro AfD hanno alzato un muro di fuoco e AfD è il primo partito in parecchie zone. Meglio sterilizzarli”, cioè assorbirli nelle responsabilità di coalizione e di governo. Eloquente. La Lega vede Fn col sangue ancora più agli occhi. Vannacci è il traditore che, dopo aver usato il Carroccio come un taxi lo ha mollato su due piedi ed è anche il vampiro che sta salassandone una parte dei voti già in picchiata. Tanto prende sul serio la minaccia Salvini da lavorare alacremente a una controffensiva, della quale certamente si parlerà nel Federale di oggi, che dovrebbe passare per la promozione di Luca Zaia a vicesegretario e per una sorta di ritorno alle radici, al “partito del Nord”.
Ma non è che Giorgia Meloni sia meno ostile all’idea di ritrovarsi Vannacci in casa. La premier sa perfettamente che quei discorsi impudicamente fascisti parlano a una parte congrua del suo elettorato molto più di quanto potrebbe mai ammettere e un simile competitor a destra proprio non lo vuole. Forse anzi lo teme ancor più di Marina e Tajani. Il centrodestra farà il possibile per evitare di aver bisogno di Vannacci. Punterà sul voto utile, spierà i sondaggi alla ricerca del responso auspicato: quello per cui anche i potenziali elettori di Fn tornerebbero all’ovile pur di non far vincere il centrosinistra. Il dilemma si porrà se quel responso non arriverà e si tratterà di un dilemma tra i più sofferti. In ballo ci sarebbero da un lato l’esito della elezioni ma dall’altro la possibile esplosione del centrodestra, perché la scelta di Fi e anche della Lega in caso di alleanza con Vannacci non sarebbe affatto certa. Ma la posta sarebbe anche più alta, perché in caso di vittoria governare con un tipo come Vannacci sarebbe comunque destabilizzante e probabilmente, dopo un po’, intollerabile per la strategia che hanno in mente gli azionisti di maggioranza di Forza Italia.