Il voto locale

Vannacci e l’exploit di Vigevano, il suo candidato supera il 14% all’esordio: l’ascesa del generale preoccupa la destra

Politica - di Carmine Di Niro

26 Maggio 2026 alle 11:26

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Vannacci e l’exploit di Vigevano, il suo candidato supera il 14% all’esordio: l’ascesa del generale preoccupa la destra

È da Vigevano, popoloso Comune con oltre 60mila abitanti, che Giorgia Meloni ha avuto una ulteriore conferma: Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, è una minaccia concreta per la coalizione di governo.

È nel più grande tra i comuni lombardi al voto nel weekend che l’ex generale ed eurodeputato ha scelto di far debuttare il suo partito a livello amministrativo, in un territorio che è stato enclave leghista per tre mandati. Qui Furio Suvilla, avvocato sostenuto dalla lista Vigevano Futura, ha incassato il 14,33 per cento dei voti. Non abbastanza per vincere, ma quanto basta per far dire a Vannacci che “Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche”.

Il Comune in provincia di Pavia è andato al voto in una situazione politicamente complicata per la destra, spaccata tra due candidati: Forza Italia a sostegno di Paolo Previde Massara, giunto secondo (col 24% dei voti) e così al ballottaggio contro la candidata del centrosinistra in formato “campo largo” Rossella Buratti (per lei il 34% dei voti), mentre Lega e Fratelli d’Italia si sono spesi per la corsa a sindaco di Riccardo Ghia (col 21% dei voti).

Ballottaggio su cui sarà curioso capire come si presenterà la destra, che per ora resta in silenzio. Unica eccezione è Alessandro Sorte, segretario regionale di Forza Italia in Lombardia: “Si è parlato molto di effetto Vannacci, ma mi pare che l’unico vero effetto visibile sia quello dell’area moderata, liberale, popolare, che a Vigevano ha dimostrato di essere viva” riferendosi ai risultati del candidato azzurro Paolo Previde Massara.

In realtà la preoccupazione per un possibile exploit, nazionale e locale, di Vannacci e le sue truppe, sta montando all’interno dei partiti del blocco di governo. Anche perché la campagna acquisti di Futuro Nazionale prosegue incessante, con l’ultimo “colpo” arrivato con la nascita del gruppo di FN nel Consiglio regionale della Lombardia grazie all’adesione di Pietro Macconi, consigliere di Fratelli d’Italia, e Luca Ferrazzi, del gruppo Misto.

Per questo i rumours di palazzo danno Giorgia Meloni pronta a sondare il terreno con l’ex generale, mandando in avanti il suo fedelissimo Galeazzo Bignami. Un terreno scivoloso per la premier, che esponendo a destra rischia di compromettere i rapporti col partito più “centrista” della coalizione, quella Forza Italia che la famiglia Berlusconi, Marina in primis, vorrebbe spostare su posizioni più liberali e moderate. Proprio su Marina Berlusconi sono arrivati i commenti al veleno dello stesso Vannacci: “Non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?”.

26 Maggio 2026

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