Il processo per le stragi del 1993

Berlusconi non era uno stragista, la Procura di Firenze si arrende: per la sesta volta cadono le accuse contro il Cavaliere e Dell’Utri

Per fortuna ora la vicenda è chiusa. Chi ne esce male, male davvero, è la magistratura e anche una parte del giornalismo che le va appresso o, viceversa, la ispira.

Giustizia - di Piero Sansonetti

5 Giugno 2026 alle 12:30

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Photo credits: Luigi Mistrulli/Imagoeconomica
Photo credits: Luigi Mistrulli/Imagoeconomica

La Procura di Firenze s’è arresa. Il processo a Berlusconi e Dell’Utri, sospettati di essere stati gli ispiratori delle stragi del 1993, non si farà. Per la semplice ragione che purtroppo non è stato trovato neanche uno straccio di indizio a supporto della tesi della colpevolezza. Del resto già sei volte le accuse contro Berlusconi e Dell’Utri erano state giudicate del tutto infondate da vari tribunali. In questi anni ogni tanto succede che un Pm, o un giornale, o un giornalista, o una Tv vengono colti dal sospetto che quelle stragi di mafia siano state organizzate dal fondatore di Forza Italia. Allora partono gli avvisi di garanzia, le indagini, si interrogano testimoni, si cercano intercettazioni, ma niente. È una vera sfortuna. Più ci metti la buona volontà, ed è indiscutibile che giornalisti e magistrati ce l’abbiano messa, più fai un buco nell’acqua.

Come nascono le indagini? Dalla constatazione di un dato di fatto assolutamente evidente: le stragi sono dell’estate del 1993 e appena cinque mesi dopo è nata Forza Italia. Possibile che tra i due eventi non ci sia nessuna connessione? Qualcuno crede alla coincidenza? Mi viene in mente il terremoto di Gibellina, che è del 1968. Fu disastroso. E avvenne proprio nell’anno nel quale il Milan vinse lo scudetto e il Pci ebbe una discreta avanzata elettorale. Non ho mai capito perché la magistratura non abbia indagato su quegli avvenimenti. Torniamo seri. È triste constatare come la lotta politica talvolta si svolga con mezzi del tutto estranei alla politica, e con la propaganda su ipotesi assolutamente fantasiose. Per fortuna ora la vicenda è chiusa. Chi ne esce male, male davvero, è la magistratura e anche una parte del giornalismo che le va appresso o, viceversa, la ispira.

5 Giugno 2026

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