Il Cav non era uno stragista...

Attentati del 1993, Berlusconi archiviato per la sesta volta

La Procura di Firenze ammette che non ci sono indizi. E così arriviamo alla sesta archiviazione. Marina Berlusconi: così la giustizia non va

Giustizia - di Frank Cimini

5 Giugno 2026 alle 18:30

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Attentati del 1993, Berlusconi archiviato per la sesta volta

“Non ci sono elementi per supportare l’accusa”. Per la sesta volta in un trentennio tra le procure siciliane e Firenze viene archiviata l’accusa a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri di essere i mandati delle stragi di mafia del 1993. Questa volta ha deciso il gip del capoluogo toscano Patrizia Martucci in data 15 gennaio 2026. Ma si è saputo solo ieri. Evidentemente non c’era fretta di annunciarlo dopo che per lunghissimi anni si era fantasticato soprattutto da parte di una sorta di modernissimo giornalismo di inchiesta.

Per il Manette Daily di Marco Travaglio (virene chiamato così, tra gli amici, (“Il Fatto Quotidiano”) si tratta della seconda brutta botta in 24 ore, dopo che la procura generale di Milano aveva smontato l’affaire della grazia a Nicole Minetti.Mancano elementi concreti su contatti rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri” scrive il giudice. L’ipotesi degli inquirenti era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista. Avrebbe svolto un ruolo di “indicatore dei luoghi” dove effettuare gli attentati con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico. La difesa di Dell’Utri, perquisito nel luglio del 2023, ha sempre definito “fantasiose” le accuse, sottolineando la mancanza di riscontri.

Nel 1993 primavera-estate Forza Italia non esisteva neanche ma il sospetto è che ci fosse già “sotto traccia”. La decisione del gip di Firenze viene commentata anche da Marina Berlusconi: “L’incredibile storia dell’inchiesta mostra una volta di più in quali condizioni si trovi la giustizia italiana e conferma che la sconfitta del referendum di marzo è stata una immensa occasione perduta per il nostro paese. Da cittadina che ha visto fin troppi disastri giudiziari vorrei che la politica non accantonasse il tema, i nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati”. Ma le speranze della figlia del Cavaliere non sembrano tante considerando che proprio pochi giorni fa il ministro Nordio aveva detto: “La responsabilità civile dei giudici non è all’ordine del giorno e non lo sarà”. Sullo sfondo la convinzione attuale di Giorgia Meloni che non vorrebbe un altro scontro con la magistratura.

Marina Berlusconi aggiunge anche che suo padre fu un protagonista della lotta alla criminalità organizzata con le leggi fatte dai suoi governi e insiste sulla notizia del proscioglimento: “Se la decisione fosse stata di segno opposto l’avremmo saputa non in cinque mesi ma in cinque ore forse cinque minuti”. Ma per Berlusconi morto tre anni fa non è finita. A Milano è in corso il processo di appello bis che vede imputate di corruzione in atti giudiziari le ragazze delle cene di Arcore. In aula c’è il fantasma del Cavaliere che le avrebbe pagate per corromperle. Appello bis di Rubyter deciso dalla Cassazione dopo l’assoluzione da parte del Tribunale. Le accuse ai vivi sono un modo di riprocessare il morto.

5 Giugno 2026

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