Il grave incidente
Drone marino esplode nel porto di Costanza in Romania, Kiev ammette: “Era nostro, deviato da interferenze russe”
Le prove di disgelo tra Ucraina e Russia, in particolare dopo la lettera aperta in cui il leader di Kiev Volodymyr Zelensky ha aperto ad un incontro diretto col suo omologo Vladimir Putin per mettere fine definitivamente al conflitto, non fermano ovviamente la guerra. A finire interessata, ancora una volta, è la Romania. È nel Paese membro della Nato, che confina sul suo fronte est con l’Ucraina, che venerdì mattina un drone marittimo è esploso nel porto civile di Costanza, importante centro che affaccia sul mar Nero. Il drone era stato localizzato presso una banchina utilizzata dall’Agenzia romena per il salvataggio della vita umana in mare (Arsvom: la sua esplosione non ha provocato feriti.
Da Mosca, tramite l’ambasciata russa in Romania, si è negato da subito un proprio coinvolgimento. “Si tratta di droni marini ucraini, utilizzati dal regime di Kiev per compiere atti terroristici contro navi civili e minacciare la sicurezza della navigazione nel Mar Nero”, ha affermato l’ambasciata sul suo canale Telegram, aggiungendo che “qualsiasi tentativo di attribuire direttamente o indirettamente la responsabilità di questo incidente alla Russia è privo di qualsiasi fondamento”.
E in effetti da Kiev è arrivata l’ammissione che quel drone fosse proprietà militare ucraina. La Marina ha confermato che il drone esploso era un mezzo ucraino che sarebbe stato deviato dalla rotta dopo un’interferenza elettronica delle forze russe. “Durante le operazioni nella zona del Mar Nero, un drone senza equipaggio della Marina ucraina, sotto l’effetto della guerra elettronica nemica, ha perso il controllo ed è finito al largo delle coste rumene. La Marina ucraina ha fornito alla Marina rumena le informazioni necessarie per prevenire vittime civili”, si legge in un post su Facebook della Marina di Kiev.
Da Bruxelles, prima delle ammissioni ucraine, era arrivata la solidarietà al governo di Bucarest con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che aveva definito i recenti “incidente” in Romania “una conseguenza diretta della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, la quale “sta diventando sempre di più una minaccia diretta per i paesi al nostro confine orientale”.
L’episodio del drone marittimo arriva a pochi giorni da un altro grave incidente avvenuto nella Romania orientale, quando un drone russo di tipo Geran-2 si era schiantato contro un edificio residenziale a Galați, provocando un’esplosione, un incendio e il ferimento lieve di due persone. In seguito a quell’episodio, Bucarest aveva deciso la chiusura del Consolato generale russo di Costanza e l’espulsione del console generale, attribuendo a Mosca la responsabilità dell’accaduto.