La grazia era perfettamente legittima

Caso Nicole Minetti: perché la grazia era giusta, come la Procura smentisce Il Fatto Quotidiano

Nessun dubbio sulla morte dell’avvocato. Nessuna festa con sesso e droga. Adozione regolare. Necessità di assistenza al bambino. Niente contro la mamma

Giustizia - di Angela Stella

4 Giugno 2026 alle 08:00

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Photo credits: Stefano Scarpiello/Imagoeconomica
Photo credits: Stefano Scarpiello/Imagoeconomica

Secondo la Procura Generale di Milano non c’è nulla da rivedere nei presupposti della grazia concessa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Nicole Minetti. Lo ha chiarito la procuratrice generale Francesca Nanni in una nota diffusa ieri che in pratica conferma il primo parere positivo fornito. In particolare si chiarisce che “dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito ed in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale per la concessione della grazia”. Il riferimento è ovviamente alla campagna stampa messa su dal Fatto Quotidiano contro la concessione della grazia all’ex igienista dentale e già consigliere regionale per il Pdl, condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e 1 mese per peculato sui rimborsi da consigliera regionale.

Era stato il Capo dello Stato a chiedere nuove verifiche dopo il provvedimento di clemenza concesso il 18 febbraio di quest’anno e le successive polemiche mediatiche. Nel comunicato si riepiloga la vicenda. “Sono stati delegati accertamenti ai carabinieri e all’Interpol per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa apparse su un quotidiano, nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate”. Nel frattempo anche gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, legali di Minetti, in queste settimane avevano depositato altra documentazione a sostegno. Nel dettaglio si spiega ancora nella nota: “Contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo” ma si tratta “del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore” adottato poi da Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani. Il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito alle autorità italiane, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato. Inoltre non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia e non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Minetti e Cipriani. Rispetto alla salute del bambino “è confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie”.

Dagli accertamenti viene altresì confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay. In merito al cambiamento di vita della protagonista, “risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo”. Al termine della nota si è specificato che non si è proceduto ad una rogatoria internazionale in quanto il trattato di tra i due Paesi la prevede solo in presenza di un procedimento penale. Dunque tutto regolare per la procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg titolare Gaetano Brusa che ieri mattina hanno inviato le risultanze al Ministro della Giustizia al fine di consentire a lui “ed al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”. Ed infatti Via Arenula nel primo pomeriggio ha fatto sapere che “preso atto della relazione della Procura Generale di Milano” “il Ministero ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla Presidenza della Repubblica”. Alla luce di quanto determinato dai magistrati milanesi non si potrà che confermare la legittimità del provvedimento di grazia.

Non sono mancate alcune reazioni politiche. Per la deputata della Lega ed ex magistrato Simonetta Matoneora non si può far finta di niente o sperare che falsità e polemiche si dimentichino in fretta. Di mezzo, con una madre che non giudico, c’era un minore malato finito in prima pagina per colpire trasversalmente altri”. “Concordo con la Matone – ha detto Carlo Giovanardi, ex ministro per i Rapporti con il Parlamento del secondo governo Berlusconi – che qualcuno dovrà pur rispondere, nelle sedi competenti, di queste inaccettabili violazioni dei diritti inviolabili di un minore”. Si chiede la senatrice di Noi Moderati, Michaela Biancofiore: “Adesso? Chi si assumerà l’onere della colpa, chi ammetterà di aver sbagliato, chi chiederà scusa per aver pubblicato e diffuso notizie false e tendenziose, che avevano il solo squallido scopo di mettere in cattiva luce l’operato del ministro Nordio?”. Contrariato ovviamente il direttore del sito del Fatto Quotidiano Peter Gomez che a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha affermato: “In tutta la mia carriera non avevo mai visto un’indagine che si fa per dimostrare se una persona ha detto ad un giornale o in tv delle cose vere e poi non viene interrogato”. “Le inchieste del Fatto – ha concluso – non finiscono qui”.

4 Giugno 2026

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