L’allarme del governatore di Bankitalia
Inflazione sù, crescita giù: la ricetta del governo Meloni è togliere i soldi alle Regioni povere
Chi paga il conto più salato all’aumento del costo dell’energia? Gli strati più poveri della popolazione, che sentiranno sulla loro carne i morsi dell’inflazione che cresce e del Pil e dei salari che scendono.
Politica - di Redazione Web
Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta è stato molto chiaro: la crisi internazionale in corso avrà nell’immediato due conseguenze: crescerà l’inflazione e arriverà rapidamente al 6 per cento e scenderà il Pil. Questo succederà in tutta Europa. In Italia forse in modo più catastrofico perché già oggi l’Italia è il paese europeo dove il Pil cresce di meno.
Evidentemente tutto ciò avrà delle conseguenze pesanti sulla nostra economia. Per questa ragione il governo, dopo avere negli ultimi anni spiegato che l’economia italiana era la migliore del mondo, sta cercando di correre ai ripari soprattutto provando a contenere gli aumenti dei prezzi dell’energia. Chi paga il conto più salato all’aumento del costo dell’energia? Sicuramente alcune imprese, quelle che hanno più bisogno di energia, e poi gli strati più poveri della popolazione, che sentiranno sulla loro carne i morsi dell’inflazione che cresce e del Pil e dei salari che scendono.
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Qual è allora l’idea del governo? Di chiedere proprio ai più poveri di pagare la crisi. Spostando i fondi che serviranno per contenere le spese energetiche dal serbatoio dei fondi destinati ad aiutare le regioni più povere dell’Europa. Il particolare i fondi ”Fesr” (fondi europei per lo sviluppo regionale), che sono piuttosto grandi (circa 4000 miliardi di sei anni). Sono fondi che servono a ridurre le diseguaglianze tra regioni ricche e regioni povere, e per aiutare lo sviluppo delle regioni più povere. E tra queste, in particolare, le regioni del Sud d’Italia. L’idea di andare lì a rastrellare i fondi poteva venire solo a Raffaele Fitto.