La crisi
Caro Energia, Fitto scrive agli Stati membri UE: “Usare risorse dai fondi di coesione per famiglie e imprese”
La lettera del vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme: “Invitiamo Stati membri e regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un focus mirato sull'energia"
Economia - di Redazione Web
Resta complessa ma aperta la trattativa del governo Meloni per un’estensione della flessibilità che riguardi anche le spese per l’energia oltre che sicurezza e difesa per gli Stati membri dell’Unione Europa dopo gli stravolgimenti sui mercati provocati dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. E nel frattempo arriva la lettera di Raffaele Fitto, ex ministro dell’esecutivo di centrodestra e vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, ai ministri Ue responsabili della coesione. “Invitiamo Stati membri e regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un focus mirato sull’energia”, ha scritto agli Stati membri.
“L’obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse disponibili della coesione, dal Fondo europeo di sviluppo regionale, dal Fondo di coesione e dal Fondo per la transizione giusta, verso investimenti che offrano un sollievo immediato a famiglie e imprese colpite dai prezzi elevati dell’energia”. I tre fondi suggeriti dall’ex ministro dovrebbero aggiungersi ad altri due strumenti: AccelerateEU e il Piano d’azione per i fertilizzanti. I fondi di coesione sono lo strumento utilizzato dall’Unione per ridurre il divario economico e sociale tra le diverse regioni. Finanziano progetti di varia natura, dalle grandi opere nelle infrastrutture e nei trasporti a piani di ammodernamento per la transizione.
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“La Commissione è pronta a fornirvi il suo pieno sostegno per garantire che il Just Transition Fund apporti tutti i benefici possibili alla transizione equa, nonché a sfruttare appieno il potenziale dei fondi della politica di coesione per affrontare le sfide delineate nella comunicazione Accelerate Eu” e per creare soluzioni per il settore dei fertilizzanti e le attività correlate con l’aiuto della politica di coesione, tenendo conto anche delle opportunità offerte agli Stati membri, in particolare, ma non solo, per i fertilizzanti, attraverso il “Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato relativo alla crisi in Medio Oriente” recentemente adottato dalla Commissione per raggiungere questo obiettivo, siamo pronti a discutere e a prendere in considerazione con voi tutte le vostre proposte. Potete anche includere ulteriori revisioni degli attuali programmi della politica di coesione, e vi assicuro che, con il coinvolgimento dei nostri rispettivi team, le esamineremo insieme a voi in modo collaborativo e rapido”.
Alla trasmissione “Mattino5” la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che “è evidente che davanti a una crisi globale, generata dall’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, abbiamo chiesto all’Europa l’estensione di una flessibilità che è già stata concessa per le spese su sicurezza e in difesa degli investimenti per attenuare l’impatto della crisi su famiglie e imprese. Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Anche se io penso che l’Italia e l’Europa debbano fare di più per difendersi da sole”. Il governo, ha aggiunto, “ha avuto il coraggio di riaprire il capitolo e di riaprire la produzione di energia nucleare, che è il modo più pulito ed efficace per abbassare i prezzi”.