La lettera circolare
Si chiamerà “Magnifica Humanitas” e sarà sull’Intelligenza Artificiale: la prima enciclica di Papa Leone XIV
Sarà presentata lunedì 25 maggio e con lo stesso Pontefice, una prima volta in assoluto
News - di Redazione Web
Si intitolerà “Magnifica Humanitas” e sarà sull’intelligenza artificiale la prima enciclica di Papa Leone XIV, che sarà presentata lunedì 25 maggio 2026, alle ore 11:30, presso l’Aula del Sinodo, alla presenza dello stesso Santo Padre, una prima volta in assoluto per un Pontefice. Previsto “l’intervento e la benedizione di Papa Leone XIV”. Prevost si accinge a promulgare la sua prima lettera enciclica che porta la firma in data 15 maggio, nel 135° anniversario della promulgazione della Lettera enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII. Lo scorso agosto Leone era stato inserito dalla rivista TIME Magazine nella top 100 dei personaggi più influenti nel campo dell’ia, proprio per i suoi continui moniti su opportunità e rischi.
Appena la settimana scorsa, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump era volato in Cina per una visita ufficiale. Ad accompagnarlo uno stuolo di imprenditori tra cui Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple ed Elon Musk di Tesla. Nessuna dichiarazione congiunta, nessun documento firmato, un comunicato che parlava di “relazione sino-americana di stabilità strategica costruttiva” e il tycoon che ha ammesso di aver parlato con il Presidente Xi Jinping anche di Intelligenza Artificiale.
- Papa Leone, dalla Sapienza il messaggio ai potenti: “Non si chiami difesa un riarmo che impoverisce educazione e salute”
- Papa Leone a Napoli e Pompei: il viaggio dopo un anno di Pontificato, incontrerà anche la madre del piccolo Domenico
- Papa Leone: “Cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud? Coppie omo? Ci sono questioni morali più grandi”
- Papa Leone non ha paura di Trump: “Mondo manipolato da una manciata di tiranni, religione manipolata per interessi”
“Così come USA e URSS non si assistettero mai nello sviluppo di armi nucleari, USA e Cina non dovrebbero assistere gli sforzi dell’altro nello sviluppo di modelli AI avanzati”, ha scritto l’analista Dan Ives di Wedbush Securities su CNBC. Le due superpotenze, nonostante la retorica insistita, non vogliono vincoli insomma. Pechino non vuole accettare norme che possano cristallizzare il gap tecnologico, Washington non vuole rinunciare al vantaggio accumulato. Soltanto l’Unione Europea ha costruito una vera legislazione con l’AI Act Europeo formalizzato nell’estate del 2024.
L’enciclica di Papa Leone “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale” è una riflessione sulla necessità di un “nuovo umanesimo” nell’era digitale. In più occasioni il Pontefice aveva parlato in più occasioni dell’ingiustizia sociale a rischio aggravamento anche a causa del gap tecnologico, della necessità di vigilare sullo sviluppo e l’applicazione della tecnologia in ambito militare e civile. Già Papa Francesco aveva partecipato a una riunione del G7, su invito del governo italiano, per parlare di intelligenza artificiale. Le encicliche derivato dal greco “enkluklioi epistolai”, le lettere circolari indirizzate alle regioni che dettano l’indirizzo della Chiesa su questioni attuali e primarie che riguardano la fede e la morale.
Gli altri relatori in occasione della presentazione – riferisce la Sala stampa vaticana – saranno il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede; il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Anna Rowlands, professoressa di Teologia politica, inclusa la Dottrina Sociale della Chiesa, ed etica teologica delle migrazioni umane, Dipartimento di Teologia e Religione della Durham University, Regno Unito; Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (Usa) e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’intelligenza artificiale; Leocadie Lushombo, Teologia politica e Pensiero sociale cattolico, Jesuit School of Theology/Santa Clara University, California. La conclusione sarà affidata al cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.