La visita del Pontefice

Papa Leone, dalla Sapienza il messaggio ai potenti: “Non si chiami difesa un riarmo che impoverisce educazione e salute”

News - di Redazione

14 Maggio 2026 alle 12:54

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Visita pastrorale di Papa Leone XIV  all’Università La Sapienza — Roma— Italia   — Giovedì13 Maggio 2026  — (foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse) 

Poe Leo XIV visit at Sapienza University  —Rome— Italy  — May 13 Thursday 2026 – News – (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse
Visita pastrorale di Papa Leone XIV all’Università La Sapienza — Roma— Italia — Giovedì13 Maggio 2026 — (foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse) Poe Leo XIV visit at Sapienza University —Rome— Italy — May 13 Thursday 2026 – News – (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse

Accolto da centinaia di studenti, che lo seguono anche da appositi maxischermo installati nel piazzale dell’ateneo, Papa Leone XIV per la prima volta è protagonista di una visita pastorale all’Università La Sapienza di Roma.

Accolto dalla Rettrice Antonella Polimeni e dal cappellano don Gabriele Vecchione, nell’ateneo romano il Papa statunitense pronuncia probabilmente uno dei discorsi più duri dalla sua elezione al soglio pontificio avvenuta lo scorso 21 aprile 2025, in un intervento che va dalle guerra all’AI, l’intelligenza artificiale, fino all’ecologia.

Le parole che faranno maggiormente discutere sono sicuramente quelle sulla guerra e sul riarmo, tema affrontato con schiettezza da Prevost. Il Papa ha ricordato che “nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme”, ma per Leone è bene sottolineare un punto: “Non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.

Ai conflitti è strettamente legato l’altro tema, quello delle intelligenze artificiali. Leone XIV chiede di vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile “affinché non deresponsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti”. Il Papa cita più esempi a tal proposito, dall’Ucraina a Gaza, dai territori palestinesi al Libano e l’Iran: quanto sta accadendo in questi Paesi “descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento”.

Dunque non sorprende che Leone scelga di citare chi lo ha preceduto. “ Il grido “mai più la guerra!” dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”, le sue parole nell’intervento pronunciato nell’aula magna della Sapienza, con l’appello agli studenti ad essere “artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra”.

Andando incontro ai giovani studenti, il Papa parla di un altro tema caro alle nuove generazioni come l’ecologia. Nel suo intervento Leone XIV incoraggio i giovani a “non cedere alla rassegnazione”, sottolineando che “chi crede sa che la storia non piomba senza scampo nelle mani della morte, ma è sempre custodita, qualsiasi cosa accada, da un Dio che crea vita dal nulla, che dà senza prendere, che condivide senza consumare”. Al contrario, rimarca Prevost, “proprio l’implosione di un paradigma possessivo e consumistico libera il campo al nuovo che già germoglia”.

di: Redazione - 14 Maggio 2026

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