Il Pontefice
Papa Leone: “Cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud? Coppie omo? Ci sono questioni morali più grandi”
Al ritorno dal viaggio in Africa e dopo gli attacchi di Trump: "Come Chiesa, come pastore, non posso essere a favore della guerra. Vorrei incoraggiare tutti a compiere sforzi per cercare risposte che vengano da una cultura di pace e non di odio"
Esteri - di Redazione Web
Al Corriere della Sera Papa Leone XIV ha raccontato di portare con sé la fotografia di un bambino musulmano che nella sua visita in Libano lo aspettava con un cartello con la scritta: “Benvenuto Papa”. Quel bambino è morto nella guerra. “Come Chiesa, come pastore, non posso essere a favore della guerra. Vorrei incoraggiare tutti a compiere sforzi per cercare risposte che vengano da una cultura di pace e non di odio”, ha ribadito in settimane molto impegnative sia per il lungo viaggio in Africa sia per lo scontro frontale con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
A quasi un anno dalla fumata bianca che ha portato Robert Prevost sul soglio pontificio, i suoi toni sono diventati sempre più netti e diretti. Anche dopo i post sui social che ritraevano Trump come Gesù Cristo e dopo lo scontro frontale con il Presidente degli Stati Uniti, Leone era tornato ad attaccare i potenti “che manipolano la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici” e aveva definito “inaccettabile” la minaccia del tycoon di “cancellare l’intera civiltà iraniana” e descritto il mondo come “devastato da una manciata di tiranni”. Ha anche rifiutato di far parte del Consiglio per la Pace creato per il Medio Oriente.
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Il Pontefice è appena tornato in Vaticano dopo il tour in Africa, un viaggio tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. “Cosa facciamo, nei Paesi più ricchi per cambiare la situazione in quelli più poveri? Perché non possiamo cercare, sia con aiuti di Stato sia con gli investimenti delle grandi imprese ricche, delle multinazionali, di cambiare la situazione in Paesi come quelli che abbiamo visitato in questo viaggio? – le domande del Pontefice – Molte persone considerano l’Africa come un luogo dove si può andare a prendere i minerali, prendere le sue ricchezze per la ricchezza di altri, in altri Paesi. Forse a livello mondiale dovremmo lavorare di più per promuovere maggiore giustizia, uguaglianza e lo sviluppo di questi Paesi dell’Africa”.

Le sue posizioni stanno sicuramente interrogando l’elettorato cattolico e ultracattolico statunitense, alla vigilia delle elezioni di midterm che si terranno a novembre 2026. Per quanto riguarda l’Iran “la questione non è un cambio di regime o no, ma come proporre i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti”. Così come complessa è la questione dei migranti, che sarà tra i temi principali che affronterà nel prossimo viaggio in Spagna. “Personalmente, credo che uno Stato abbia il diritto di porre regole alle sue frontiere”, ha osservato ancora. “Che cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud del mondo o quei Paesi nei quali i giovani, oggi, non trovano un futuro e quindi vivono il sogno di andare verso il Nord?”
Se la chiesa intrattiene relazioni diplomatiche con leader autoritari è anche per il lavoro diplomatico che “avviene dietro le quinte per promuovere la giustizia e le cause umanitarie”. E infine un passaggio anche sulla decisione dell’arcivescovo di Monaco, Reinhard Marx, di benedire le coppie omossesuali. “Credo anzitutto sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità”.