La nuova inchiesta sulla Flotilla
Flotilla, i pm di Roma indagano per sequestro
A seguito di tre esposti, nuovo fascicolo sull’abbordaggio della marina militare israeliana. Sotto la lente il fermo di Thiago Avila e Saif Abukeshek: i due attivisti trasferiti in carcere in Israele hanno denunciato di essere stati picchiati per ore dopo l’arresto
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
La Flotilla approda in Procura. La Procura di Roma ha aperto una nuova inchiesta in seguito all’abbordaggio della marina militare israeliana contro le imbarcazioni della Global Sumud, partita il 26 aprile dalla Sicilia e fermata la notte del 29 aprile in acque internazionali vicino all’isola di Creta. Nel fascicolo, avviato dai Pm capitolini in seguito a tre esposti, si procede per sequestro di persona. Il Pm di Roma Stefano Opilio e la Pm Lucia Lotti apriranno quindi un nuovo fascicolo su quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, quando la marina israeliana ha intercettato 22 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, nella zona di ricerca e soccorso (Sar) greca, a oltre 600 miglia nautiche dalle coste di Gaza.
In particolare, in uno degli esposti si fa riferimento a Saif Abdelrahim Abukeshek, cittadino di nazionalità palestinese in possesso della cittadinanza spagnola e svedese e membro del direttivo della Global Sumud Flotilla che si è imbarcato al porto di Augusta per partecipare alla missione e partito inizialmente il 26 aprile scorso a bordo dell’imbarcazione «Batolo» battente bandiera francese, si era trasferito sull’imbarcazione «Eros 1» battente bandiera italiana. L’imbarcazione «era stata avvicinata da un mezzo militare appartenente all’esercito israeliano e personale militare non meglio identificato procedeva – come hanno spiegato le avvocate del team legale – al prelevamento forzato di Saif Abdelrahim Abukeshek e degli altri membri dell’equipaggio». Ma mentre gli altri membri dell’equipaggio della «Eros 1» sono fatti sbarcare in Grecia Saif Abdelrahim Abukeshek insieme a Thiago Avila, altro membro simbolo della missione, sono stati trasferiti in carcere in Israele. Domenica scorsa, l’autorità giudiziaria israeliana ha prolungato di due giorni, che si concluderà oggi, lo stato di fermo nei confronti di Thiago Avila e Saif Abukeshek. Entrambi gli attivisti intanto continuano lo sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione illegale e i maltrattamenti subiti I due sono comparsi domenica davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati.
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Gli attivisti rilasciati hanno raccontato di essere stati picchiati per ore dopo essere stati arrestati dagli israeliani. Lo confermano nasi e costole rotte, lesioni da trascinamento, lividi, arti contusi o fratturati. E’ il racconto di una violenza sistematica, fisica e psicologica subita nelle quaranta ore di detenzione seguite al raid della Marina israeliana. “Gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek vanno liberati immediatamente. La notizia del rinnovo del fermo nelle carceri israeliane di altri due giorni è la dimostrazione di un accanimento senza precedenti su attivisti che hanno partecipato a una missione umanitaria. Occorre una pressione del governo italiano molto più forte visto che la barca su cui sono stati rapiti Saif e Thiago batteva bandiera italiana. Siamo davanti alla reiterazione di un arbitrio che dimostra ancora una volta il disprezzo da parte del governo di Israele dei diritti umani”, denuncia il deputato Pd Arturo Scotto. E con lui Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e Co-portavoce di Europa verdi. E Global Sumud Italia chiama in causa direttamente , in un comunicato, la presidente del Consiglio. “Giorgia Meloni intervenga concretamente per Thiago Avila e Saif Abukeshek: che sia la premier dell’Italia e non solo dei suoi elettori”.