L'ex braccio destro

Yermak accusato di riciclaggio, altra indagine sull’ex capo di gabinetto di Zelensky: è l’onda lunga della “tangentopoli” ucraina

Esteri - di Carmine Di Niro

12 Maggio 2026 alle 10:45

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Yermak accusato di riciclaggio, altra indagine sull’ex capo di gabinetto di Zelensky: è l’onda lunga della “tangentopoli” ucraina

Una nuova indagine sfiora il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Dopo lo scandalo legato al giro vorticoso e milionario di mazzette per i contratti di Energoatom, l’azienda statale dell’energia nucleare protagonista di un vero e proprio schema di tangenti che portò all’inchiesta Midas e alle dimissioni dei ministri della Giustizia Herman Halushchenko e dell’Energia Svitlana Hrynchuk, questa volta la Sapo, la Procura specializzata anticorruzione di Kiev, punta all’ipotesi di grosso sistema di riciclaggio di denaro che vedrebbe protagonista Andriy Yermak.

L’ex capo di gabinetto di Zelensky, a lungo l’uomo più potente d’Ucraina dopo lo stesso presidente, si era già dimesso dal suo incarico quando venne coinvolto proprio dall’indagine Midas, con le perquisizioni nel suo Ufficio presidenziale del novembre scorso.

L’inchiesta a suo carico però non riguarda le mazzette sui contratti della Energoatom. Nei confronti dell’ex capo di gabinetto di Zelensky l’accusa è di accusato di riciclaggio di denaro in relazione alla costruzione di un complesso residenziale di lusso alla periferia di Kiev. In particolare la Procura anticorruzione sostiene che oltre 460 milioni di grivne (8,89 milioni di euro) siano stati riciclati attraverso il progetto nel corso di diversi anni, utilizzando una rete di società di comodo, transazioni in contanti e documenti finanziari fittizi.

Yermak, assieme ad altre persone, aveva pianificato la costruzione di quattro ville private, ciascuna di circa 1.000 metri quadrati, insieme a un complesso benessere condiviso con spa e piscina. Un progetto immobiliare in cui erano coinvolti anche Oleksiy Chernishov, personaggio molto vicino a Zelensky, ex vice primo ministro che nelle intercettazioni dell’inchiesta Midas compariva col nickname di “Che Guevara, e Timur Mindich, ex socio di Zelensky ai tempi della sua carriera televisiva considerato una delle “menti” dietro il sistema di tangenti legato ad Energoatom.

Ex avvocato e produttore cinematografico senza precedenti esperienze politiche, sfruttando l’amicizia e la comprovata fedeltà nei confronti di Zelensky Yermak aveva accumulato potere ed influenza, diventando il braccio destro del presidente. Ma soprattutto sarebbe stato proprio l’ex capo di gabinetto la “mente” dietro il progetto, poi fallito, di smantellare le agenzie anticorruzione ucraine che hanno poi indagato sul giro di corruzione all’interno dello stesso governo. Proteste di massa e la reazione negativa delle istituzioni europee avevano poi spinto Zelensky a rinunciare alle riforme che avrebbero posto le principali autorità anticorruzione sotto il diretto controllo della presidenza della Repubblica (tramite il procuratore generale nominato da Zelensky).

12 Maggio 2026

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