Al ministero della Cultura
Giuli strigliato da Meloni, il retroscena dopo il faccia a faccia: “La premier non candiderà il ministro alle politiche”
Il faccia a faccia richiesto dopo i licenziamenti che hanno aggiunto un altro caso al MIC. "Così fai favori alla sinistra". Secondo Il Corriere la mossa del ministro giudicata un harakiri in Fdi
Cultura - di Redazione Web
Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera il ministro della Cultura Alessandro Giuli si sarebbe scusato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il licenziamento dei dirigenti dello staf del Mic Emanuele Merlino ed Elena Proietti che avevano agitato la domenica della maggioranza di centrodestra e in particolare del partito della premier. L’articolo suggerisce anche che in Fratelli d’Italia la mossa del ministro sarebbe stato una sorta di “harakiri”. Altra grana pesantissima insomma dopo lo scontro aperto e frontale con il direttore della Biennale d’Arte di Venezia Pierangelo Buttafuoco sulla partecipazione della Russia.
La notizia aveva scosso la maggioranza di centrodestra nella mattinata di domenica scorsa: out il capo della segreteria tecnica del ministero e out la segretaria personale di Giuli. Durissima decisione scaturita dalla negazione dei fondi pubblici a un documentario che raccontava la storia di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso in Egitto. Quel finanziamento mancato aveva riaperto il dibattito sui fondi al cinema italiano e attirato molte critiche sul ministero.
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Giuli aveva criticato quel mancato finanziamento e dichiarato di non esserne a conoscenza. A peggiorare l’atmosfera anche il rapporto personale molto stretto di Melino con Giovanbattista Fazzolari, potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Meloni. Proietti invece sarebbe stata sollevata dall’incarico per non aver partecipato a una missione del ministro a New York. Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, aveva celebrato l’operato di Merlino e Proietti mentre il partito aveva cercato di calmare le acque derubricando la questione.
Sarebbe stato lo stesso Giuli però a chiedere un incontro alla premier, il faccia a faccia è durato un’ora. “Così fai un favore alla sinistra, ora cerchiamo di ripartire, ma basta con questi errori”, il commento della Presidente del Consiglio al ministro secondo il Corriere che si spinge in un altro retroscena: la premier non avrebbe intenzione di candidare in Parlamento il ministro. Al momento nessuna reazione dal governo, che nel caso Venezi si era impegnata a smentire subito alcuni retroscena del quotidiano. Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato intanto la “solidità di un rapporto cordiale e proficuo” e riferito che la presidente del Consiglio abbia ribadito la “piena volontà di sostenere l’azione di un ministero centrale per l’Italia”.