L'inchiesta a Pavia

Sempio, l’accusa della Procura sul caso Garlasco: “Chiara Poggi uccisa per un ‘no’, agì da solo”

Cronaca - di Angela Stella

1 Maggio 2026 alle 17:00

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Foto Claudio Furlan/Lapresse
Foto Claudio Furlan/Lapresse

Chiara Poggi è stata uccisa dopo un approccio sessuale”. Sarebbe questo il movente del delitto di Garlasco in base alla nuova ricostruzione della procura di Pavia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano. Secondo gli inquirenti, la vittima è stata colpita almeno dodici volte alla testa. L’aggressione, di cui è accusato il nuovo indagato Andrea Sempio, sarebbe avvenuta in più fasi. Dopo una iniziale colluttazione, avrebbe colpito reiteratamente la vittima facendola cadere a terra. Poi l’avrebbe trascinata fino alla porta di accesso della cantina. Chiara Poggi avrebbe provato a difendersi mettendosi carponi ma sarebbe stata colpita altre tre o quattro volte, perdendo così i sensi. Dopo l’indagato avrebbe spinto il corpo lungo le scale che conducono verso la cantina e l’avrebbe colpita ancora. Una ricostruzione sintetizzata nel nuovo capo di imputazione contenuto nell’invito a rendere interrogatorio fissato per il 6 maggio a Pavia.

I magistrati pavesi contestano l’aggravante della crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Ma soprattutto quella “di aver commesso il fatto per motivi abietti”. Motivi che secondo i pm sono “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

Da qui il delitto. La Procura di Pavia ha modificato il capo di imputazione per omicidio volontario togliendo la parte in cui l’amico del fratello di Chiara Poggi era accusato in concorso con altri ignoti o con Alberto Stasi. Solo al 38enne, dunque, viene contestato ora dai pm l’omicidio della studentessa nella nuova indagine. Andrea Sempio non riesce “a capacitarsi” anche “di questo movente sessuale” e ripete “ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale”, dato che lui, poi, “non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”. Così l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti, ha riportato il pensiero del nuovo indagato nell’inchiesta pavese, aperta da oltre un anno. La legale Taccia ha altresì ribadito che, comunque, Sempio resta “tranquillo” anche di fronte all’imputazione dei pm di Pavia. “Ci teniamo comunque a dire, io e il collega Cataliotti – ha chiarito – che è una imputazione comunque elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un’opinione di parte”. Quello che “ci ha lasciato abbastanza basiti”, ha spiegato, “è il fatto che non solo è stato tolto il concorso, ma quello era abbastanza prevedibile, ma è stata aggiunta pure l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi”. In particolare Cataliotti ha parlato di movente “fantasmagorico”.

Ora bisogna attendere la discovery degli atti per capire effettivamente che carte hanno in mano gli inquirenti. L’indagine ancora non è stata chiusa e non c’è ancora una richiesta di rinvio a giudizio. Comunque, la stessa Procura sta per sollecitare alla Procura generale di Milano una richiesta di revisione del processo Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Proprio Giada Bocellari, legale storico di Alberto Stasi, alla luce del nuovo capo di imputazione ha dichiarato: “Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo richiesta di revisione”.

Alberto Stasi, al momento unico condannato in via definitiva per il delitto, sta finendo di espiare la pena a sedici anni di carcere in regime di semilibertà ed ora, secondo la nuova ipotesi dei pm pavesi, uscirebbe di scena. L’ex studente della Bocconi, che lavora come contabile in uno studio, è ammesso al lavoro esterno. Di diverso parere Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi: “L’esito dell’incidente probatorio al quale abbiamo avuto modo di partecipare ha confermato che tutte le tracce rinvenute sugli oggetti presenti in cucina e nella spazzatura erano riferibili a Chiara e a Stasi. Da quanto si legge sui giornali, sono state poi richieste dalla Procura altre consulenze di parte con possibili divergenze su alcuni aspetti di dettaglio. Valuteremo con la dovuta attenzione quando avremo modo di leggere gli atti, ma dall’esterno si ha l’impressione che non sia stato trovato alcun elemento significativo nei confronti di Sempio e che il tentativo di scagionare Stasi, a tutt’oggi condannato con sentenza definitiva, continui a scontrarsi con le evidenze probatorie acquisite nel giudizio di rinvio in merito alla falsità del suo racconto, all’occultamento della bici nera da donna ed alla sostituzione dei pedali che furono rinvenuti dai RIS sulla bici bordeaux”.

Insomma per la famiglia della vittima il colpevole è uno: Stasi. Mentre adesso si apre l’ipotesi di dover riscrivere un’altra verità giudiziaria che potrebbe portare addirittura a non aver nessun colpevole per l’omicidio di Chiara Poggi. Quel che è certo è che dopo aver “mostrificato” sulla stampa Alberto Stasi nel 2007, adesso quel triste e vergognoso destino tocca ad Andrea Sempio. Colpevole a tutti i costi senza neanche che sia iniziato un processo. Braccato per strada, la sua vita sconvolta, il suo passato raccontato con le lenti dell’accusa. Nel tritacarne mediatico tutto appare lecito. Ma se fossero entrambi innocenti questi due ragazzi?

1 Maggio 2026

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