Il caso dell'anarchico

Cospito, la tortura deve continuare: Nordio conferma il 41bis, “carcere duro” per altri due anni

Nordio conferma il 41-bis: carcere duro prorogato di altri due anni

Giustizia - di Frank Cimini

1 Maggio 2026 alle 18:42

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Cospito, la tortura deve continuare: Nordio conferma il 41bis, “carcere duro” per altri due anni

La decisione del ministro Carlo Nordio era più che scontata, in linea con il trattamento riservato al detenuto pericolo pubblico numero uno al quale di recente era stato negato l’acquisto di quattro libri e di un Cd. Nordio ha prorogato di altri due anni il regime del 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito confermando la scelta che nel 2022 aveva fatto la ministra Marta Cartabia che vantava una fama, forse immeritata, di garantista.

La decisione di Nordio sarà impugnata con ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Roma, unica autorità chiama a decidere sull’applicazione del regime di carcere duro in tutta Italia. Un ricorso che ha scarse possibilità (eufemismo) di successo considerando quanto accaduto in passato nonostante la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, non certo una congrega di anarchici, si fosse detta favorevole al regime di alta sicurezza meno afflittivo. Il Tribunale di Sorveglianza e la Cassazione non avevano voluto sentire ragioni. Cospito, detenuto nel carcere di Sassari Bancali, paga il lunghissimo sciopero della fame con il quale nel 2023 aveva protestato contro il 41 bis, non tanto per sé quanto per gli oltre 700 reclusi al quale viene applicato. Il lungo digiuno aveva riscosso non poche simpatie anche al di là dell’area anarchica e questo aveva messo in imbarazzo i poteri costituiti dalla politica alla magistratura.

Insomma, era stato considerato una sorta di sciopero della fame “a scopo di terrorismo e di eversione dell’ordine costituzionale”. Per cui lo Stato in tutte le sue articolazioni aveva deciso che Cospito l’avrebbe pagata duramente fino in fondo. Siamo da tempo oltre lo spirito e la lettera del 41 bis varato solo per evitare contatti dei detenuti con le organizzazioni di appartenenza. Invece siamo arrivati a restrizioni e vessazioni assurde fino alla tortura. In pratica terrorismo di Stato.

1 Maggio 2026

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