Alle urne dopo 20 anni
Elezioni in Palestina: vincono gli anti-Hamas di Fatah
Ai sostenitori di Abu Mazen la maggior parte dei seggi del consiglio comunale di Deir el-Balah, città nel centro della Striscia. Hamas non aveva formalmente presentato candidati a Gaza e ha boicottato il voto in Cisgiordania dove era ampiamente previsto il successo del partito del presidente palestinese
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
È proprio il caso di dire: parole sante. Parole sagge. Parole di verità. Il dolore attraversa tutta la Terra Santa ma le situazioni “non sono tutte identiche”. Non si può “stilare una graduatoria della sofferenza” ma “esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato”. Lo scrive il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in una lettera pastorale ai fedeli della sua diocesi sottolineando che “le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità”. Serve “guarigione dall’odio e dalla memoria tossica”. Intanto, chi è sotto occupazione dà una grande prova di democrazia.
In base ai risultati quasi definitivi, i sostenitori del presidente palestinese Mahmoud Abbas e del suo partito Fatah hanno conquistato la maggior parte dei seggi del consiglio comunale della città di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, e hanno vinto in Cisgiordania. Sabato, per la prima volta in 20 anni, oltre 70mila aventi diritto sono stati chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti locali. Hamas, che governa l’enclave palestinese dal 2007, non aveva formalmente presentato candidati a Gaza e ha boicottato le elezioni in Cisgiordania occupata, dove la vittoria di Fatah, il partito del presidente palestinese, era ampiamente prevista. Con il 95% delle schede scrutinate, in Cisgiordania Fatah, la formazione del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abbas, si aggiudica alcuni importanti comuni come Hebron, mentre in altri come Nablus o Ramallah, il risultato è stato ottenuto per acclamazione, non essendosi presentate altre liste. I candidati sono per lo più di indipendenti formatisi all’interno dell’opposizione di Fatah, nei confronti della quale i sondaggi evidenziano comunque un malcontento generale soprattutto sul tema del rinnovamento della leadership.
- “Hamas ancora in piedi e Israele fuori gioco: la colpa è di Netanyahu”, parla il leader Democratico Yair Golan
- I desaparecidos di Gaza, sotto le macerie della Striscia sono scomparsi almeno 2900 bambini
- Niente rose e morti a Gaza: l’ukase dell’Europa sui libri che aiuta Israele, dopo lo sterminio lo sfregio
A Deir el-Balah invece, alcuni candidati di una delle quattro liste in corsa erano considerati da residenti e analisti come vicini ad Hamas, rendendo il voto un potenziale indicatore di sostegno al gruppo dopo il conflitto con Israele. I risultati preliminari riportati da Al Jazeera indicano che questa lista, “Deir el-Balah ci unisce”, ha conquistato solo due dei 15 seggi del consiglio. La lista Nahdat Deir el-Balah, sostenuta dal partito Fatah, si è invece aggiudicata sei seggi. Gli altri seggi sono stati vinti da altri due gruppi, Futuro di Deir el-Balah e Pace e Costruzione, non affiliati a nessuna delle due fazioni. Le elezioni si sono svolte “in un momento estremamente delicato, in un contesto di sfide complesse e circostanze eccezionali”, ha ricordato il premier palestinese Mohammed Mustafa nella conferenza stampa tenuta domenica al fianco del presidente della Commissione elettorale centrale, Rami Hamdallah, che ha presentato i risultati del voto. Hamdallah ha rimarcato che la Commissione ha trattato la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come “un’unica entità geografica”, nonostante le grandi difficoltà incontrate durante il processo, in particolare a Deir el-Balah per far entrare il materiale elettorale. Sono stati i residenti di Gaza, ha aggiunto, a stampare localmente le schede elettorali e a preparare le urne, consentendo così lo svolgimento delle elezioni nella sola città dell’enclave che ha subito meno danni dal conflitto. Hamdallah ha precisato che l’affluenza alle urne a Deir el-Balah è stata del 23%, pari a 15.962 votanti su 70.449 aventi diritto, mentre in Cisgiordania è stata del 56%, pari a circa 522.000 votanti.