Si vota il 22 giugno

Gravina si è dimesso, lascia il presidente della Federcalcio dopo il flop della Nazionale fuori dai Mondiali: via anche Buffon

Sport - di Redazione

2 Aprile 2026 alle 16:32

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Gravina si è dimesso, lascia il presidente della Federcalcio dopo il flop della Nazionale fuori dai Mondiali: via anche Buffon

Gabriele Gravina si è dimesso. Il presidente della Figc, la Federcalcio finita al centro della bufera mediatica e politica dopo la sconfitta della Nazionale italiana di calcio nei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Bosnia Erzegovina, ha lasciato il proprio incarico annunciando il passo indietro nel corso del vertice straordinario tenuto oggi pomeriggio nella sede della Federcalcio di via Allegri assieme ai rappresentanti delle principali componenti federali.

Contestualmente sono state fissate al 22 giugno le elezioni per scegliere il prossimo presidente della Figc, chiamato al non facile compito di fare quelle riforme rimaste ferme nel cassetto negli ultimi decenni e che hanno portato la nostra Nazionale, vincitrice di quattro Mondiali nella sua storia, a fallire la qualificazione alla Coppa del Mondo per ben tre volte consecutive, con l’ultima apparizione mondiale che risale ormai al torneo in Brasile del 2014.

Le candidature per la poltrona di nuovo presidente Figc vanno presentate entro 40 giorni dalle elezioni previste a Roma per il 22 giugno, quindi entro il 13 maggio.

Durante la riunione, come emerge dalle indiscrezioni, Gravina si è detto disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile nella Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà infatti in quella sede che l’ormai ex capo della Federcalcio Gravina esporrà nella maniera più esaustiva una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella paradossale conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo che ha visto gli Azzurri sconfitti ai rigori.

Nel 2025 Gravina, sul groppone già la mancata qualificazione ai Mondiali in Qatar del 2022, era stato rieletto a capo della Figc col 98,7 per cento dei voti.

Chi dopo Gravina (e Gattuso)

Diversi i nomi che circolano per il post-Gravina alla guida della Figc: i due più forti sono quelli di Giovanni Malagò, già presidente del Coni, il Comitato olimpico italiano guidato garantendo un periodo di straordinari successi, e Giancarlo Abete, presidente della Lega Dilettanti e già in passato a capo della Federcalcio proprio nel 2014, ultima apparizione italiana ai Mondiali. Nome nuovo e “fresco” sarebbe invece quello di Paolo Maldini, già dirigente nel Milan, di cui ha parlato apertamente il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi dopo che il nome era filtrato sulla stampa: “È una persona meravigliosa e un calciatore fantastico, come ce ne sono anche altri. Ma il nome dovrà dirlo il sistema calcio. Il rispetto che vogliamo dare al sistema calcio come Governo è questo.

Outsider da non scartare sono poi Matteo Marani, attualmente a capo della Lega Pro, e Demetrio Albertini, l’ex calciatore del Milan che in passato è stato presidente del Settore tecnico e sconfitto da Carlo Tavecchio nelle elezioni per la guida della Federcalcio nel 2014.

Al capolinea è anche l’avventura del commissario tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso, il cui contratto era in ogni caso in scadenza quest’anno e legato sostanzialmente all’accesso ai Mondiali. In questo caso la lista di pretendenti e di “sogni” per la panchina Azzurra è più lunga: ci sono tra gli altri l’ex ct Roberto Mancini, gli attuali allenatori di Milan e Napoli Massimiliano Allegri e Giuseppe Conte, oltre a suggestioni come il commissario tecnico del Brasile Carlo Ancelotti o l’allenatore del Manchester City Pep Guardiola.

Lascia anche Buffon

A lasciare è anche Gigi Buffon, l’ex portiere della Nazionale diventato capodelegazione degli Azzurri: era stato lui il grande sponsor di Gattuso per la panchina italiana.

L’ex capitano annuncia la sua decisione sui social. “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti – sottolinea Buffon -. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore e una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino”.

 

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“Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto e ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”, ha concluso Buffon.

di: Redazione - 2 Aprile 2026

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