A Foggia
Stafania Rago uccisa a colpi di pistola dal marito: sui social i post contro la violenza sulle donne
Almeno quattro colpi di pistola esplosi in casa dall'uomo, guardia giurata, che ha chiamato i Carabinieri e confessato. La coppia aveva due figli poco più che ventenni
Cronaca - di Redazione Web
Ancora un femminicidio, ancora una donna uccisa, ancora un delitto maturato nell’ambito familiare. Perché Antonio Fortebraccio era marito di Stefania Rago, 46 anni, uccisa a colpiti di pistola. Quando i Carabinieri sono intervenuti sul posto, nella zona di San Ciro a Foggia, hanno rinvenuto il cadavere e hanno bloccato l’uomo, portato in caserma per l’interrogatorio. A inizio settimana la città era stata scossa da un altro omicidio, quello di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni freddato in via Caracciolo a colpi di pistola.
L’omicidio si è consumato in via Gaetano Salvemini, dove la coppia viveva con i figli poco più che ventenni. I vicini di casa hanno raccontato di aver sentito delle grida e gli spari. Fortebraccio è una guardia giurata, ha 48 anni. Non è escluso che l’arma utilizzata sia la pistola d’ordinanza detenuta dall’uomo per il suo lavoro di vigilanza. Almeno quattro i colpi di arma da fuoco esplosi, quando i militari e i soccorritori sono arrivati sul posto per la vittima non c’era già più niente da fare.
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L’uomo è stato fermato con la confessione di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e trasferito in carcere dopo la confessione dai Carabinieri. A chiamare i militari è stato lui stesso. Al vaglio degli investigatori se in famiglia si fossero già verificati degli episodi di violenza e il contesto relazionale in cui è maturato l’omicidio. Al momento non risultano violenze pregresse esposte da parte della donna per violenze o maltrattamenti né procedure di Codice Rosso attivate. La donna, sul suo profilo Facebook, aveva pubblicato più volte contenuti contro la violenza sulle donne. Scarpette rosse, post in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Al momento la ricostruzione rimanda a una lite degenerata nella violenza. Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente dell’Associazione Nazionale Guardie Giurate Giuseppe Alviti che ha sottolineato come le guardie giurate necessitino di conforto psicologico e maggiore controllo psichiatrico derivante dallo stress di un lavoro sempre più complesso e difficile assimilabile ad una vera Macelleria sociale.
Secondo l’indagine Istat “Sicurezza delle donne”, i cui primi risultati sono stati pubblicati nell’autunno 2025, il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti e sono il 12,6% le donne vittime di violenza fisica o sessuale nell’ambito della coppia mentre dai partner si subisce anche violenza psicologica (17,9%) e violenza economica (6,6%). All’interno della coppia, 323.530 donne vivono situazioni legate ai maltrattamenti fisici (il 2,2% delle donne attualmente con un partner), 146.271 alle violenze sessuali (l’1%), che sono stupri o tentati stupri in quasi 39mila casi, mentre sono circa 1milione 720mila le donne che hanno subito violenza fisica da parte dell’ex partner, pari al 15,9% delle donne con un ex. Le violenze sessuali subite dagli ex sono quasi 950mila, pari all’8,7% delle donne che hanno avuto partner in passato.