Dimissioni forzate
Trump fa fuori la ministra Lori Chavez-DeRemer, gli scandali travolgono la segretaria al Lavoro: la Casa Bianca perde pezzi
È la terza testa che salta in poco più di 12 mesi. L’amministrazione Trump continua a perdere pezzi: dopo la segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem e l’attorney general Pam Bondi, sostanzialmente il ministro della Giustizia Usa, questa volta a lasciare il proprio posto è Lori Chavez-DeRemer, ministra del Lavoro alla Cas Bianca.
A comunicare il passo indietro, di fatto un licenziamento soft, è stato il capo della comunicazione Steve Cheung della Casa Bianca Steve Cheung, che ha sottolineato come Chavez-DeRemer “lascerà l’amministrazione per assumere un incarico nel settore privato”.
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La 58enne segretaria al Lavoro di Trump era in realtà nel mirino da tempo a causa di una serie di scandali che l’avevano vista protagonista assieme al marito: sotto la lente erano finiti una serie di “comportamenti inappropriati” tenuti da Lori Chavez-DeRemer, in particolare una presunta relazione extraconiugale con un membro del team della sicurezza. Ma l’ormai ex ministra era accusata anche di aver creato un ambiente di lavoro tossico, di aver utilizzato fondi pubblici per viaggi personali e di aver consumato alcolici in ufficio.
L’ispettorato generale del dipartimento del Lavoro ha indagato anche su un episodio in cui la segretaria al Lavoro avrebbe portato alcuni subordinati in uno strip club durante un viaggio ufficiale in Oregon nell’aprile 2025: Chavez-DeRemer aveva negato ogni illecito, attribuendo le accuse a manovre politiche di non meglio specificati “attori del deep state“.
Non ha aiutato la sua causa il comportamento altrettanto discutibile del marito Shawn DeRemer, bandito dalla sede del Dipartimento del lavoro perché accusato di diverse molestie sessuali.
Siamo così al terzo licenziamento nell’amministrazione Trump, che coinvolge esclusivamente esponenti di sesso femminile: una circostanza che non può sembrare ormai solo un caso, considerati gli scandali e i comportamenti tutt’altro che irreprensibili di altri esponenti dell’amministrazione, a partire dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, o all’imbarazzante capo dell’Fbi Kash Patel.