L'inchiesta sui fondi

Milioni ad Hamas: annullato l’arresto di Hannoun ma l’attivista palestinese accusato resta in carcere

La Cassazione ha rinviato al tribunale del Riesame la decisione sulla custodia in carcere. 25 le persone indagate nell’inchiesta aperta a dicembre, perquisizioni e sequestri in 17 città

Esteri - di Redazione Web

9 Aprile 2026 alle 10:43

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Photo credits: Sergio Oliverio/Imagoeconomica
Photo credits: Sergio Oliverio/Imagoeconomica

Annullato dalla Cassazione l’arresto di Mohammad Hannoun, il fondatore dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (Abspp), arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di aver finanziato Hamas, l’organizzazione politico-militare islamista fondata con l’obiettivo della creazione dello Stato di Palestina contro quello di Israele, considerata organizzazione terroristica dall’Unione Europea. Hannoun era stato arrestato con altre sei persone. Per i legali inoltre “è importante anche che la Cassazione abbia dichiarato inammissibile il ricorso della procura della Repubblica di Genova diretto a fare entrare nel procedimento i documenti trasmessi dai servizi segreti israeliani e già esclusi dal Riesame”.

Era infatti questo uno dei punti più controversi e criticati dell’operazione: le accuse erano state infatti circostanziate soprattutto tramite intercettazioni e informative emerse da collaborazioni con Paesi stranieri tra cui Israele, che nel 2002 aveva bandito l’Associazione Benefica. 25 le persone indagate nell’inchiesta aperta dalla procura nazionale antiterrorismo e antimafia. Oltre agli arresti erano state eseguite perquisizioni e sequestri in 17 città. Secondo la Procura le raccolte fondi avevano messo insieme circa sette milioni di euro. Gli altri arrestati, oltre ad Hannoun, erano Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa, Elasaly Yaser, Al Salahat Raed, Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber, Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh e Abu Deiah Khalil.

Hannoun ha 63 anni, attivista palestinese, vive a Genova dal 1983. Già negli anni Novanta era stato sospettato di legami con Hamas. Le accuse furono archiviate in quel caso. I suoi conti vennero bloccati tra il 2021 e il 2023 in seguito a segnalazioni del governo israeliano sulle attività della sua onlus. Per quanto la Corte abbia annullato l’arresto, ha rinviato alla sezione del tribunale del Riesame di Genova la decisione sull’ordinanza di custodia cautelare per le quattro persone in carcere che nel frattempo resteranno nell’istituto di Terni. Hannoun, che è tra questi, ha sempre negato ogni accusa di aver finanziato Hamas tramite raccolte fondi organizzate a scopo umanitario.

Soddisfatti i legati del collegio difensivo degli indagati. In una nota gli avvocati Nicola Canestrini, Sandro Clementi, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Francesco Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Federico Riboldi, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini, in attesa delle motivazioni della Suprema Corte, sostengono che “pare evidente che il tribunale dovrà riconsiderare le posizioni degli indagati per i quali era stato provato solo l’invio a Gaza di aiuti alimentari e di denaro destinato ad attività umanitarie di sostegno alla popolazione civile”.

9 Aprile 2026

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