La rubrica Sottosopra
Netanyahu e Trump, perché sono due banditi: prepotenza e guerra decidono la storia, la politica come criminalità organizzata
Basta con l’ipocrisia, bisogna chiamare le cose con il proprio nome. Trump e Netanyahu – e i deep State che rappresentano – sono dei banditi. Banditi politici, che è un’aggravante
Esteri - di Mario Capanna
Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?
(Agostino)
Avanzare come un treno verso un’esorbitante illegalità: questa la direzione intrapresa da Israele, con l’introduzione della pena di morte a senso unico, appena approvata dal suo parlamento. Saranno “giustiziati”, senza possibilità di appello, i palestinesi che attentano alla vita di ebrei, ma non gli ebrei che assassinano i palestinesi. Il capestro selettivo, su base etnica. Una mostruosità giuridica, culturale e politica: il governo Netanyahu travalica ogni limite per giungere alla “soluzione finale” contro il popolo palestinese. Facendo ricorso contro la legge, l’Acri (Associazione per i diritti civili in Israele) ha definito il provvedimento “discriminatorio e incostituzionale”, privo di qualsiasi base legale poiché la “Knesset non ha il potere di legiferare per la Cisgiordania e Gaza, territori sui quali Israele non ha alcuna sovranità”.
È precisamente così in base al diritto internazionale e all’Onu, ma cosa volete che gliene importi a Bibi, Smotrich, Ben-Gvir, Israel Katz? Hanno l’appoggio degli Usa, e il balbettio dell’Ue li fa sorridere. Il 23 marzo scorso la relatrice speciale per i territori occupati, Francesca Albanese, ha presentato a Ginevra il suo nuovo rapporto, dal titolo “Tortura e genocidio”. Non se ne sapeva nulla, vero? Infatti i grandi media hanno occultato del tutto la notizia, in omaggio alla… completezza dell’informazione… Il rapporto documenta come Israele, in particolare dal 7 ottobre 2023, pratica sistematicamente la tortura, sia nei confronti dei detenuti palestinesi sia sulla popolazione inerme. La tortura come mezzo incentivante il genocidio in corso. Che mondo è mai questo, dove i governi occidentali, al di là delle chiacchiere, non muovono un dito per porre fine all’orrenda mattanza messa in atto da Israele? Che mondo è mai questo, dove si tollera, e sotto sotto si appoggia, l’illegale aggressione israelo-statunitense all’Iran, come ieri quella contro il Venezuela?
L’attacco a Teheran ha due scopi principali: rafforzare il ruolo di Israele come principale potenza egemone, pure nucleare, in Medioriente, e permettere agli Usa di poter controllare, in modo monopolistico, il grosso del flusso mondiale di petrolio e gas. Il risultato è che tutto il globo è sconquassato dall’iniziativa avventuristica delle due potenze: si profila su scala generalizzata la stagflazione, ovvero il misto micidiale, e complessivo, di inflazione e recessione. Che mondo mai è questo, che si lascia mettere a soqquadro dai due principali praticanti della prepotenza, contro il rispetto di ogni diritto dei popoli (e delle nazioni)? Che mettono fuori gioco l’Onu, grazie al diritto di veto americano nel Consiglio di Sicurezza, rendendola un orpello insignificante e impotente? La prepotenza, insieme alla guerra, è ormai considerata la levatrice della storia. Dice a se stessa: non avrai altro Dio fuori di me. E pratica questo principio su scala intensiva e onniavvolgente. La “politica” sta diventando sempre più criminalità organizzata, soprattutto in ambito internazionale. Si traduce nella delinquenza del brigantaggio e del gangsterismo. Di questo passo a essere messa in dubbio è la sopravvivenza stessa dell’umanità.
Basta con l’ipocrisia, bisogna chiamare le cose con il proprio nome. Trump e Netanyah – e i deep State che rappresentano – sono dei banditi. Banditi politici, che è un’aggravante. C’è differenza sostanziale tra il criminale di guerra e di delitti contro l’umanità di Tel Aviv e il narcisista maligno di Washington che lo appoggia in tutto, con armi, denaro e protezioni di ogni tipo? Chi regge il sacco al ladro non è parimenti responsabile dei suoi furti e delle sue rapine? Dobbiamo reagire dinanzi allo sfacelo del mondo, con la razionalità dell’onestà intellettuale e del diritto, da parte di ogni giovane, ogni donna, ogni uomo. Ciascun sincero democratico ha il dovere di rendere dritta la propria spina dorsale. Superando la sensazione frustrante di impotenza. Non è per niente vero che come cittadini non contiamo nulla. Se tanti granelli si addensano possono formare una parete solida di contenimento. Lo si è appena visto con la vittoria dei no al referendum.
Nel mio piccolo ho deciso di ispirarmi a Catone, a proposito della sua celebre espressione “Carthago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta), con cui chiudeva ogni discorso nel senato di Roma tra il 157 e il 146 a. C. Perciò, d’ora in poi, concluderò la rubrica “Sottosopra”, quale che sia l’argomento trattato, con le parole: “Usa e Israele devono riconoscere lo Stato palestinese”.