Dopo lo tsunami del referendum

Referendum sulla magistratura, sconfitti i finti garantisti ma la battaglia contro la giustizia deviata continua

Di giustizia, finalmente, adesso dovremmo parlare. Come di carcere, dove i suicidi sono la cifra della sua inaccettabile disumanità e illegalità anticostituzionale. Come dell’aumento a dismisura dei minori messi in galera per effetto del “decreto Caivano”.

Giustizia - di Luca Casarini

25 Marzo 2026 alle 16:30

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Referendum sulla magistratura, sconfitti i finti garantisti ma la battaglia contro la giustizia deviata continua

Dai, parliamo un po’ di giustizia, adesso che la finta “riforma sulla giustizia” è stata fatta a pezzi. È adesso il momento di farlo, contribuendo tutti. Io e altri 5 miei compagni e compagne, siamo sotto processo da 6 anni, dico 6 anni, per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato”, pena minima 15 anni. Il prossimo 12 maggio si terrà la seconda, dico seconda, udienza. Ciò vuol dire che a distanza di 7 anni dall’ipotetico reato, si sono celebrate solo due udienze. Primo grande problema: come fa un processo a essere giusto se dura una vita intera? L’imputato è praticamente sotto processo per decenni, comprendendo anche gli altri due gradi di giudizio.

Ma continuo: dagli atti risulta che la PG (secondo noi l’agente sotto copertura dei servizi, che agiscono su mandato del governo, che abbiamo individuato e sappiamo chi è) ha richiesto il nostro arresto preventivo (per me e altri due), che il pm è anche il gip hanno rifiutato. Secondo problema: quanta gente va in galera attraverso l’uso della carcerazione preventiva e poi viene assolta? Troppa. Sempre dagli atti risulta che siamo stati intercettati per un tot di mesi su richiesta del pm autorizzato dal gip. Ma qui sorge un altro problema: i servizi segreti ci stavano già intercettando, almeno io e un altro, per ammissione del Copasir. Classificati come “minaccia alla sicurezza nazionale”, dal 2019 durante il governo “Conte2” dove c’era anche il Pd, l’allora presidente del Consiglio Conte che aveva tenuto la delega ai servizi, autorizza questa “attività”. Il Copasir dice che l’hanno poi rinnovata di sei mesi in sei mesi, governo dopo governo, fino ad arrivare alla Meloni che con Mantovano molla il carico da 90 e ci spara Paragon, uno spyware militare che ormai tutti conosciamo.

Dunque 6 anni (la relazione Copasir è del giugno 2025) di spionaggio a nostro carico da parte dei servizi segreti. E dunque quelli che vogliono limitare le intercettazioni della magistratura, le ampliano se si parla di servizi, cioè di un apparato sotto il controllo del governo e che non deve rispondere a nessuno, perché non emette avvisi di garanzia o altro. Durante un processo quindi, quello che ci diciamo con i nostri avvocati, o con chiunque altro, il governo lo sa. E l’ufficiale che sta dentro la PG ma lavora per l’Aisi anche. Mi pare un problema che riguarda il “giusto processo”, no? Il Copasir ha poi ammesso che non è riuscito a trovare evidenza della distruzione dei materiali (dossier) accumulati in anni di intercettazioni e altre attività su di noi. Dove sono e a cosa servono questi dossier? Una parte degli atti del processo contengono materiali (tipo foto mie di quando avevo vent’anni insieme ad un altro coimputato – il capitolo è quello della “comprovata attitudine criminale”) che provengono da materiali che la pg di Ragusa non poteva avere. Fanno parte dei dossier dei servizi?

Altra questione: quando il pm e il gip non accolgono la richiesta di arresto in carcere per noi, i brogliacci delle intercettazioni autorizzate vengono recapitati alla Verità, che ci costruisce sopra una campagna con ben 29 prime pagine. Cioè il processo ha due udienze al suo attivo, ma noi siamo già stati processati e condannati a mezzo stampa. Ho presentato querela contro Belpietro, che “inspiegabilmente “ sta languendo a Milano in qualche cassetto. Ma prima o poi verrà il momento. Chiedo 1 euro ogni pagina stampata moltiplicato per numero di copie del giornale distribuite. Diciamo circa un milione di euro, da impiegare per il soccorso in mare. Vediamo. Non tutto il male viene per nuocere. Ma resta il fatto che quei “brogliacci”, cioè trascrizioni di intercettazioni fatte da agenti, sono materiale secretato e soprattutto se nemmeno una udienza della fase istruttoria è stata celebrata. Il 12 maggio gran parte di quel materiale, perché illegalmente acquisito o perché non vi sono i riscontri delle registrazioni ( cavolo, si è rotto il supporto hanno detto 😉 ) verrà distrutto, come ha disposto il giudice.

Ma intanto la Verità l’ha pubblicato e condotto la sua infame campagna ( a proposito di garantismo dei promotori della “riforma”). Problemino per il giusto processo, no? Beh ecco, di giustizia, finalmente, adesso dovremmo parlare. Come di carcere, dove i suicidi sono la cifra della sua inaccettabile disumanità e illegalità anticostituzionale. Come dell’aumento a dismisura dei minori messi in galera per effetto del “decreto Caivano”. Come delle torture, in carcere, ad opera degli uomini di Delmastro. Sì, adesso si bisogna parlarne. E intanto il 12 maggio vado per l’ennesima volta a sedermi sul banco degli imputati, a fissare quella scritta così ironica da sembrare quasi una minaccia tanto è falsa: “La Legge è uguale per tutti”. Che la forza sia con noi, la battaglia comincia adesso.

25 Marzo 2026

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