La guerra
Ancora bombe tra Pakistan e Afghanistan: 400 morti e 250 feriti, strage in un ospedale per tossicodipendenti a Kabul
Islamabad respinge le accuse: "Nessun obiettivo civile colpito, solo installazioni militari". Poche ore prima scontri al confine
Esteri - di Redazione Web
Ancora guerra, riprendono a cadere le bombe sull’Afghanistan, attaccato dal Pakistan nell’ultima evoluzione del conflitto esploso nelle ultime settimane. Almeno 400 morti e 250 feriti secondo il governo dei talebani di Kabul che accusa l’esercito del Pakistan di aver bombardato un ospedale per la riabilitazione dei tossicodipendenti. Islamabad però smentisce: nessun obiettivo civile colpito. Altissima la tensione mentre la comunità internazionale è allarmata dall’accaduto, ormai saltato il cessate il fuoco raggiunto lo scorso autunno grazie alla mediazione del Qatar.
L’attacco ha distrutto buona parte della struttura, all’interno della quale si trovavano circa duemila posti letto. Sul posto è divampato anche un vasto incendio, le squadre di soccorso sono intervenute sul posto per provare a salvare le persone dalle fiamme. Poche ore prima si erano verificati degli scontri lungo il confine, quattro vittime sul territorio afgano. Islamabad ha parlato di centinaia di combattenti talebani uccisi, Kabul di centinaia di soldati pakistani caduti.
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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede un maggiore impegno nel contrasto al terrorismo, rinnovando per tre mesi la missione politica UNAMA. Afghanistan e Pakistan condividono un confine lungo circa 2.600 chilometri. Secondo le accuse di Islamabad, Kabul ospita e non fa niente contro alcuni gruppi terroristici, come i talebani pakistani, i temibili Tehrik-i-Taliban, che agiscono all’interno del suo territorio e che attaccano il Pakistan. L’Afghanistan nega ogni accusa.
Le tensioni tra di due Paesi sono tornate a salire da quando i talebani sono tornati al potere a Kabul nell’estate del 2021. Il presidente pakistano Asif Ali Zardari dichiara che lo Stato afghano supera la linea rossa impiegando droni contro il Pakistan, mentre il vice primo ministro afghano Abdul Salam Hanafi ribadisce che la difesa della sovranità è dovere di ogni cittadino, rammaricandosi per le perdite civili in una guerra che definisce imposta all’Afghanistan.
Quelle di Kabul a proposito del centro di riabilitazione sono accuse infondate secondo il portavoce del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, Mosharraf Zaidi. Nessun obiettivo civile colpito, hanno assicurato da Islamabad perché i raid aerei condotti tra Kabul e la regione del Nangarhar mirano a installazioni militari, infrastrutture di supporto ai “terroristi” e depositi di munizioni. Fino a lunedì, secondo le Nazioni Unite, circa 115mila persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni e una ventina di strutture sanitarie sono state colpite.