La guerra in Iran
168 bambine uccise a Minab, la strage degli USA in Iran: c’è ancora chi parla di Nobel per la pace a Trump
La guerra si allarga. Mosca sta aiutando l’Iran? Il Qatar aveerte: il petrolio andrà a 150 euro al barile
Esteri - di Piero Sansonetti
Arrivano conferme dall’inchiesta interna svolta dall’esercito degli Stati Uniti. Sì, la strage nella scuola Sahaja Tayyiba di Minab, nel Sud dell’Iran, è stata realizzata dagli americani. Sono morte 168 bambine. Una atrocità quasi senza precedenti. Un crimine di guerra tra i più gravi. Anche l’Onu ha aperto un’inchiesta . Vuole individuare tutte le responsabilità. Chi ha dato l’ordine, perché, chi ha eseguito.
Tornano alla mente gli incubi dei crimini di guerra americani. La strage più famosa, tra le tante avvenute in Vietnam, quella di My Lai, marzo 1968, quasi un intero villaggio, 504 persone, sterminate da un reparto di marines. Morirono esclusivamente donne e bambini, più qualche persona anziana, perché i maschi giovani non erano in paese ma erano alla macchia coi vietcong. Ci fu un processo, fu condannato solo un tenente. Ergastolo. Però restò in cella solo 24 ore, poi Nixon lo perdonò.
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Quanto conta questa strage nella scuola di Minab nel dibattito politico? Praticamente nulla. L’uccisione di 160 bambini, e poi le notizie che ancora altre scuole sono state colpite e altri bambini uccisi, sono solo un dettaglio di cronaca in questa guerra. Gli analisti contrari alla spedizione di Trump, ma anche quelli favorevoli, ragionano – giustamente – sulle conseguenze economiche, sulle reali capacità militari di Teheran, sulla strategia di Trump, sugli effetti economici della Cina, sul turismo devastato nei paesi arabi. Quei bambini contano ancora meno di quanto hanno contato le migliaia di bambini ucraini e palestinesi, spediti nella tomba dai russi e dagli israeliani. Almeno, però, contro Putin e Netanyahu è intervenuto il tribunale dell’Aia. Per Trump invece qualcuno parla ancora di premio nobel.
La guerra è una cosa orribile anche per questo. Non solo per i danni che produce nella società e per le vite umane che falcia via, ma anche perché corrompe e infetta il nostro modo di pensare, e di giudicare, e di riflettere. Ci abitua all’orrore. Noi oggi sappiamo che gli Stati Uniti non solo hanno violato la legalità internazionale ma hanno commesso veri e propri crimini. E che di questi crimini sono colpevoli le autorità.
Sì, ci sarà un processo, forse. Chissà. Forse una condanna. Poi il condannato otterrà il perdono presidenziale, come lo ottenne il tenete William Calley. Si, ha esagerato, si dirà, ma era un buon soldato e un uomo d’onore.