Le violenze
Messico a ferro e fuoco, guerra narcos dopo l’eliminazione del capo El Mencho: sparatorie, incendi e strade bloccate
Oseguera era capo del cartello Jalisco Nueva Generación, tra i più violenti e responsabili del traffico di Fentanyl. Scuole chiuse, voli sospesi. La Farnesina: "Evitare spostamenti"
Esteri - di Redazione Web
Almeno 26 i morti e 27 arresti negli scontri esplosi in Messico dopo l’uccisione del capo del cartello del narcotraffico El Mencho: i miliziani hanno scatenato la reazione violenta, a ferro e fuoco lo Stato di Jalisco e le regioni limitrofe. Assalti, saccheggi, blocchi stradali con veicolo incendiati, colonne di fumo altissime per i roghi appiccati. La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha invitato la popolazione a “mantenere la calma”, il Paese è tuttavia sconvolto: cancellate decine di voli dalle compagnie statunitensi e canadesi, chiuse le scuole in almeno sette Stati, sospese le lezioni in 14 distretti e partite di calcio. Il ministero della Difesa messicano ha rivelato che gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo nell’operazione, avrebbero fornito informazioni al Messico anche se non sono state specificate quali.
El Mencho è Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, fondatore e leader del cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG). Il blitz delle forze speciali è scattato a Tapalpa, nello Stato di Jalisco, a un paio di ore di distanza da Guadalajara. Quattro persone sono state uccise sul posto, tra cui lo stesso capo criminale, altre sono rimaste gravemente ferite. Il comunicato ufficiale parlava tuttavia del boss morto nel trasporto aereo verso Città del Messico. Nell’operazione sono state arrestate due persone mentre è stato sequestrato un vero e proprio arsenale bellico.
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El Mencho ha legato il suo nome a un’organizzazione anche paramilitare del cartello, fondato nel 2010 e diventato noto per i suoi metodi estremamente truculenti. Aveva 59 anni. Sulla sua testa pendeva una taglia di 15 milioni di dollari per chi avesse fornito informazioni utili per arrivare all’arresto. Prima dell’ascesa criminale era stato poliziotto in Messico e negli anni Novanta aveva scontato una condanna negli Stati Uniti per spaccio di eroina. L’organizzazione è tra quelle considerate responsabili del traffico di grandi quantità di fentanyl verso gli Stati Uniti, una droga sintetica che ha generato una vera e propria emergenza.

Il governo dello Stato del Messico (Edomex) ha comunicato di mantenere un dispiegamento operativo permanente nei 125 comuni dello Stato. “C’è pieno coordinamento con i governi di tutti gli stati; dobbiamo rimanere informati e mantenere la calma”, ha scritto Sheinbaum su X. “I profili social del Gabinetto di Sicurezza forniscono aggiornamenti continui”, prosegue Sheinbaum, “le attività procedono normalmente in gran parte del Paese. Il mio riconoscimento all’Esercito Messicano, alla Guardia Nazionale, alle Forze Armate e al Gabinetto di Sicurezza. Lavoriamo ogni giorno per la pace, la sicurezza, la giustizia e il benessere del Messico”. Lo Stato di Jalisco aveva dichiarato lo stato d’allerta e invitato gli abitanti a restare in casa.
Il dato sulle vittime è stato diffuso dalle autorità. I morti sono 17 membri delle forze di sicurezza – tra cui quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una Guardia Carceraria – e otto presunti membri del cartello Jalisco Nueva Generación. Anche una donna incinta tra le vittime. Degli arrestati, undici sono stati i fermati per gli episodi di violenza, 14 per i saccheggi tra attività commerciali e istituti di credito. Scene di panico all’aeroporto di Guadalajara dove miliziani del cartello hanno scatenato il panico nei terminal, è esploso un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza. Le autorità hanno chiuso temporaneamente lo spazio aereo e bloccato le piste. Gruppi di turisti sono rimasti bloccati nella località di Puerto Vallarta.

“A causa delle operazioni di sicurezza in corso e dell’attività criminale derivante, i cittadini devono rimanere nelle proprie abitazioni fino a nuovo avviso”, si legge nelle comunicazioni ufficiali diffuse via social. Allerta riverberata anche dalle rappresentanze diplomatiche sul posto. Anche l’ambasciata italiana ha chiesto ai connazionali di evitare “spostamenti non essenziali” a causa delle “gravi turbative dell’ordine pubblico” per le operazioni in corso. “Sono stati segnalati blocchi stradali, sparatorie e altri episodi di violenza, in particolare negli Stati di Jalisco (inclusa Guadalajara), Guanajuato, Michoaca’n (Morelia), nonché in altre zone limitrofe. Alla luce del deterioramento della situazione di sicurezza, si raccomanda ai connazionali – turisti e residenti – specialmente negli Stati di Jalisco, Nayarit, Guanajuato, Colima, Michoacan e Tamaulipas, di evitare spostamenti non strettamente necessari”, prosegue l’ambasciata, “si invita a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità statali e federali, a evitare assembramenti e aree interessate da operazioni di sicurezza, e a monitorare costantemente i media locali per eventuali aggiornamenti. Per gravi emergenze, l’Ambasciata d’Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero: 00525554372596″.