Il presidente di ARCS

“Diritto d’asilo cancellato, l’Europa ha venduto storia e principi alle destre razziste”, parla Filippo Miraglia

“Il sì alla stretta su Paesi terzi e sicuri è una vergogna, votata scientemente anche da parte della sinistra. Che non deve cedere al ricatto di chi fa propaganda sulla pelle di chi affoga in mare chiamandola sicurezza”

Interviste - di Umberto De Giovannangeli

18 Febbraio 2026 alle 09:00

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Photo credits: Andrea Di Biagio/Imagoeconomica
Photo credits: Andrea Di Biagio/Imagoeconomica

Filippo Miraglia è responsabile nazionale immigrazione presidente del Consorzio Officine Solidali dell’ARCI.

L’Arci ha usato parole durissime a commento del recente voto del Parlamento europeo sui Paesi sicuri in tema di migrazione. Perché?
L’Unione Europea, con l’approvazione, martedì 10 febbraio 2026, dei due elenchi di Paesi di origine sicuri e Paesi terzi sicuri, ha fatto un altro passo importante verso la cancellazione del diritto d’asilo dalla legislazione europea. Si tratta di un regalo fatto dalla Commissione Europea e dai gruppi politici che lo hanno votato (408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni per l’elenco dei Paesi di origine sicuri e 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni per il concetto di Paesi terzi sicuri) alle destre xenofobe che oramai governano, o hanno largo consenso, in molti Paesi UE. Un voto che segna un colpo mortale ai principi democratici a fondamento dell’UE con il ricorso a un linguaggio e a strumenti che determinano la rinuncia, tra le altre cose, al principio di verità. Sostenere, per legge, che un Paese come l’Egitto è un Paese di origine sicuro o un Paese terzo sicuro, vuol dire far finta di non vedere che si tratta di un regime autoritario, dove migliaia di persone vengono uccise, torturate e fatte sparire per le loro idee. Significa peraltro anche che l’Italia, presa in giro ed umiliata più volte dal regime di Al Sisi per il caso di Giulio Regeni, rinuncia ad un minimo di dignità internazionale, proprio quando a governarla son quelli che usano l’idea di patria con grande facilità. Allo stesso modo un Paese come la Tunisia è considerato sicuro, nonostante sia noto a tutti che il presidente Kais Saïed abbia sospeso da tempo le libertà democratiche e che le persone di origine straniera, abbiamo ascoltato numerose testimonianze a proposito, vengano vendute dalle forze dell’ordine tunisine, al confine sud con la Libia, alle milizie libiche, finanziate dai governi europei, che poi le usano per ricattare le famiglie, ricorrendo a violenze e torture nei lager libici. Nonostante queste informazioni siano note ai governi e ai parlamentari europei, in nome della propaganda delle destre e della paura di perdere consensi delle forze democratiche, l’Unione Europea sta negando la sua storia, cancellando quei principi guadagnati con duri sacrifici, compresa la perdita di milioni di vite umane durante la Seconda guerra mondiale.

La linea securitaria non riguarda solo la destra, in Europa e in Italia.
Purtroppo, no, Lo abbiamo visto con il voto sui Paesi d’origine sicuri e sui Paesi terzi sicuri. Molta parte del gruppo socialista ha votato con le destre xenofobe. Ma possiamo dire che in questi anni, a partire dalle modifiche riguardanti il Patto Europeo Migrazione e Asilo, c’ stata una convergenza di una parte importante, maggioritaria, dei socialisti e democratici, che hanno sostenuto la linea di Orban & C. portata avanti dalla presidente della Commissione von der Leyen. La convinzione che su questo argomento o bisogna stare zitti, fingersi morti per così dire, o bisogna inseguire le destre, tentando di recuperare consenso tra le fasce della popolazione che votano a destra perché la costruzione del nemico ha funzionato, in assenza di una alternativa, ha pervaso le forse democratiche e di sinistra ed è ancora un’idea molto diffusa, anche se qualche incrinatura comincia ad esserci. Da parte nostra non smetteremo mai di promuovere una alternativa, anche ricercando un confronto con le forze democratiche e di sinistra, senza fare sconti a nessuno, nella convinzione che l’egemonia che la destra mondiale si è costruita a partire dal tema dell’immigrazione, necessità di un impegno e di una determinazione altrettanto forti e stabili per poter ribaltare la situazione in tempi medio lunghi, e non certo in poche settimane.

L’allora ministro dell’Interno (PD) Marco Minniti affermò che “sicurezza è parola di sinistra”. L’Arci quale idea di sicurezza ha?
Le parole della sinistra sono altre: emancipazione, uguaglianza, diritti e libertà. Poi a mio parere è sbagliato dire che ci sono parole di destra o di sinistra in generale, dipende sempre dai processi e dai contenuti. L’ex ministro Minniti con la sua “dottrina” è stato il peggiore interprete degli errori tragici e pesanti delle forze democratiche a cui facevo riferimento prima. La sicurezza per essere considerata una parola di sinistra deve riempirsi di significati che non ha oggi e deve recidere quel legame con il tema dell’immigrazione, che determina criminalizzazione e discriminazione. Perché una persona che ha problemi psichiatrici, che vive un disagio sociale e psichico, se è straniero diventa socialmente pericoloso e viene associato a problemi di sicurezza, mentre se è italiano se ne parla inquadrandolo dentro ragionamenti che prevedono spiegazioni e ricercano soluzioni che riguardano la persona e non altro? Il punto non è quindi se sicurezza è parola giusta o sbagliata, di destra o di sinistra…

Vale a dire?
Il punto è che in questi anni, a prescindere e quasi sempre contro la realtà e i dati reali, abbiamo assistito alla costruzione dell’immigrato come nemico, quasi sempre facendo riferimento a presunti quanto non dimostrati problemi di sicurezza. Il tentativo di una declinazione democratica di questo tema è un errore sia tattico che strategico. Di fatto si alimenta l’idea che il nostro è un Paese insicuro e che la ricetta da usare non è quella di prendersi cura delle persone e dei territori ma di reprimere, espellere e discriminare. Dal 1990 ad oggi il numero di persone straniere presenti in Italia è passato da circa 500mila a circa 5,5 milioni. Nello stesso periodo, gli ultimi 35 anni, siamo passati da 1900 omicidi nel 1990 a poco più di 300 nel 2024. C’è un legame tra il fatto che il nostro è uno dei Paesi nei quali si commettono meno omicidi al mondo e l’aumento della presenza degli stranieri? Non lo so, non credo. Tuttavia, la cosa sicura è che non può essere valido il legame opposto, ossia che gli stranieri portano insicurezza o criminalità. O meglio i dati dicono l’esatto contrario. Questo non significa che non possono esserci stranieri che commettono omicidi o altri reati. I dati sui principali reati predatori, che sono anch’essi diminuiti in questi ultimi 30 anni, con una sostanziale stabilità negli ultimissimi anni, che fanno riferimento alle denunce, ci raccontano più del comportamento delle forze dell’ordine che delle persone denunciate. Questo dicono gli studi seri su questo argomento. Ma il nodo del discorso pubblico sulla sicurezza è che chi ne parla associa il rischio di insicurezza alla nazionalità non italiana delle persone, stabilendo un legame del tutto arbitrario e strumentale, non suffragato dai dati reali. O le forze democratiche e di sinistra capiscono che con i discorsi sulla sicurezza si alimenta questa strumentalizzazione e comincia ad usare altre parole e altri argomenti, o l’egemonia che la destra si è costruita in questi anni, in Italia e in gran parte del mondo, a partire da questo tema, durerà ancora molti decenni. Noi siamo impegnati perché la prossima campagna elettorale non sia di nuovo centrata su questo argomento anche a causa dell’assenza di una alternativa ai discorsi razzisti delle destre. Ci vogliono proposte giuste e praticabili, nell’interesse del Paese e che rispettino il principio di uguaglianza contenuto nella nostra Costituzione.

A proposito di sicurezza. Come valuta il ddl del governo in materia?
Il governo in questi anni è intervenuto solo per introdurre nuovi reati e per criminalizzare intere categorie di persone, a partire dall’opposizione sociale che, per fortuna, sta crescendo nel nostro Paese. Spesso le disposizioni sulla presunta sicurezza vanno in contrasto con la Costituzione e con il diritto internazionale, nella ricerca di un conflitto con la magistratura che deve far rispettare questi principi, per poter continuare ad alimentare una immagine dei giudici come nemici. È l’approccio di tutte le destre che non sopportano regole e limiti per se stessi, ma per gli altri, per chi non la pensa come loro, prevedono sempre più controlli e reati. Si tratta di una tendenza all’autoritarismo irrefrenabile, che è uno dei tratti salienti delle destre che confondono, volutamente, comandare con governare.

Da ddl a ddl. C’è quello sull’immigrazione e il blocco navale
Il nuovo ddl sull’immigrazione, che contiene numerose terribili nuove misure su un tema sul quale il governo è intervenuto con circa 30 provvedimenti legislativi dall’inizio del mandato, una vera ossessione, è un condensato della peggiore cultura razzista di questa destra.
Il cosiddetto blocco navale, palesemente illegittimo sia sul piano del diritto interno che internazionale, è introdotto, dopo che da 3 anni fanno di tutto per impedire alle Ong che svolgono attività di ricerca e salvataggio di operare, da un lato per continuare la campagna di criminalizzazione delle Ong, “cerchiamo di fermarli perché sono un pericolo per l’Italia”, questo è quello che suggerisce questa nuova norma, dall’altro per alimentare un conflitto con i tribunali nazionali e internazionali, che saranno obbligati ad applicare la legge, e quindi a fermare il governo. Dentro questa propaganda tossica scompare la vita delle persone che, dall’inizio dell’anno probabilmente più di 1500 vittime, continuano a morire sia per l’assenza di intervento degli Stati, che sono obbligati a impedire i naufragi e a portare le persone nel porto sicuro più vicino ma non lo fanno, sia per i continui ostacoli costruiti contro le Ong. Ma per questo governo e questa maggioranza la vita delle persone non conta nulla e può essere sacrificata in nome dei propri interessi e della propaganda.

18 Febbraio 2026

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