Ad Atene
Morta Dana Eden, la produttrice della serie “Teheran” sulla guerra Israele-Iran: trovata in un albergo in Grecia
Ritrova nella stanza d'albergo dal fratello, era in Grecia per le riprese della quarta stagione della serie tv accusata di propaganda ostile. Aveva 52 anni
Esteri - di Redazione Web
Ritrovata d’albergo in un albergo ad Atene, alcune pillole nella stanza. Dana Eden era diventata nota al grande pubblico grazie alle serie tv Teheran, uno spy thriller che raccontava le tensioni e gli scontri tra Israele e Iran che aveva ideato e prodotto. Aveva 52 anni, si trovava nella capitale della Grecia dallo scorso 4 febbraio. Al momento chi indaga sembra propendere per la pista del gesto estremo. “Tutto sembra indicare che si tratti di un suicidio”, ha assicurato un portavoce della polizia.
Teheran aveva debuttato in Israele il 20 giugno 2020, stata creata da Moshe Zonder per l’emittente pubblica israeliana Kan11. La serie era stata distribuita nel mondo da Apple Tt+ nel settembre dello stesso anno, il primo contenuto in lingua non inglese lanciato dalla piattaforma di Cupertino. In tutto tre stagioni, l’ultima della quale era stata trasmessa in Israele nel dicembre 2024, mentre era in corso l’operazione militare nella Striscia di Gaza e poco prima la cosiddetta guerra dei 12 giorni esplosa nel giugno 2025. La quarta stagione era in corso di realizzazione, Eden era arrivata ad Atene proprio per le riprese.
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Secondo Times of Israel, la decisione di utilizzare alcune zone della capitale greca come Teheran era stata presa dopo che Eden aveva visitato Atene durante una vacanza con la famiglia, era rimasta colpita dalle somiglianze tra le due città. La serie tv era stata diretta dal registra Daniel Syrkin, aveva vinto anche il premio come miglior serie drammatica alla 49esima edizione degli International Emmy Awards. Zonder, uno dei creatori, aveva già firmato la serie Fauda, imperniata sulla questione palestinese. La protagonista di Teheran era Tamar Rabinyan, interpretata dall’attrice Niv Sultan, una giovane hacker nata in Iran ma cresciuta in Israele, agente del servizio di intelligence per l’estero, il Mossad. Sospetti, sabotaggi, il programma nucleare iraniano e la guerra cybernetica.
Teheran era stata attaccata dai media statali iraniani fin dalla sua prima messa in onda: era stata accusata di propaganda ostile. La pista di un’operazione straniera si è comunque sgonfiata con il passare delle ore. A ritrovare il corpo della donna, nella camera di un albergo vicino piazza Syntagma, nel centro di Atene, il fratello. Secondo quanto riferito da un portavoce della polizia, i segni sul collo sembrano essere il risultato di “un tentativo di suicidio con il cavo del telefono”. Sul corpo è stata disposta l’autopsia. “Siamo andati al suo hotel domenica sera verso le 20:15 ora locale e abbiamo trovato sul suo comodino una quantità molto consistente di pillole”.