L'attacco alla relatrice
Francesca Albanese, la Francia chiede le dimissioni dall’ONU: “Scandalosi discorsi di odio, paralleli tra Israele e Terzo Reich”
Il ministro degli Esteri Barrot: "Parole oltraggiose e irresponsabili, tradisce lo spirito delle Nazioni Unite". La richiesta sarà presentata al Consiglio dei Diritti Umani il 23 marzo
Economia - di Redazione Web
Parigi chiede le dimissioni di Francesca Albanese dall’incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi. “La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese” pronunciate sabato scorso in un videomessaggio, ha detto all’Assemblea Nazionale di Parigi il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot “che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione”. Il ministro ha annunciato che le dimissioni saranno chieste il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Già l’anno scorso la posizione di Albanese era stata messa in discussione da alcuni Paesi, il Consiglio dell’UNHRC l’aveva confermata. Albanese è una giurista, originaria dell’avellinese, ricopre l’incarico di relatrice dall’aprile del 2022, il mandato dura sei anni e viene in genere rinnovato dopo i primi tre. Il suo compito di relatrice consiste nel valutare la situazione dei diritti umani e riferirla ogni anno al Consiglio. Nel 2024 aveva ribadito la sua denuncia di un genocidio in corso nella Striscia di Gaza. Israele le ha negato l’ingresso nel Paese.
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Albanese ha acquisito popolarità negli anni delle operazioni militari di Israele nella Striscia innescate dagli attacchi di Hamas nel Sud di Israele il 7 ottobre 2023. Era stata colpita da sanzioni dagli USA perché con la sua attività ha “minacciato l’interesse nazionale e la sovranità degli Stati Uniti” e accusato “decine di aziende in tutto il mondo, comprese importanti compagnie americane” di contribuire ai massacri dello Stato Ebraico. Albanese aveva mosso quelle accuse in un rapporto – Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio – in cui elencava i nomi delle società private che sostengono l’esercito e l’occupazione dei territori. Comparivano anche l’italiana Leonardo, la Lockheed Martin e brand tecnologici ancora più popolari come Google, Microsoft e Amazon.
My full AJ Forum speech last week: the common enemy of humanity is THE SYSTEM that has enabled the genocide in Palestine, including the financial capital that funds it, the algorithms that obscure it and the weapons that enable it. pic.twitter.com/PzTQFFybsG
— Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) February 9, 2026
Albanese aveva anche fatto discutere per alcune sue posizioni in occasione di alcune ospitate televisive, per le sue dichiarazioni mentre veniva premiata dal sindaco di Reggio Emilia, per i suoi commenti all’attacco alla redazione del quotidiano La Stampa a Torino da parte di alcuni attivisti Pro Pal. A suscitare la presa di posizione della Francia le parole di Albanese in occasione dell’intervento all’Al Jazeera Forum di Doha dello scorso 7 febbraio. La relatrice aveva partecipato da remoto con un videomessaggio. Qualche giorno dopo aveva condiviso sui social un post che riportava le sua parole pronunciate in quell’occasione e sotto accusa.
“Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida. Se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capotali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico in comune. Il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile”.
Per il ministro Barrot, le parole di Albanese su Israele “si aggiungono a una lunga lista di prese di posizione scandalose, come la giustificazione del 7 ottobre, il peggiore massacro antisemita della nostra storia dai tempi della Shoah, ma anche evocazioni della lobby ebraica o ancora paralleli tra Israele e il Terzo Reich”. Ha descritto la relatrice come “una militante politica che diffonde discorsi di odio che danneggiano quella stessa causa palestinese che vorrebbe difendere, nonché le stesse Nazioni Unite. In alcun modo la signora Albanese può esprimersi a loro nome (delle Nazioni Unite) e tradisce il loro spirito”. La Francia l’anno scorso ha riconosciuto lo Stato della Palestina.