Più polizia, meno libertà
Pronto il decreto anti-corteo, si prepara il blocco navale: con Meloni più polizia e meno libertà
Con questi tre provvedimenti diventano 10 i provvedimenti - tutti molto simili - varati in questi tre anni per ridurre le libertà e aumentare la sicurezza
Politica - di Piero Sansonetti
Il governo ha varato il decreto sicurezza, ha preparato anche un disegno di legge e ora prepara un ulteriore disegno di legge. Tutti sullo stesso tema. Quale tema? Loro dicono: sicurezza. Intendono: repressione. Con questi tre provvedimenti diventano 10 i provvedimenti – tutti molto simili – varati in questi tre anni per ridurre le libertà e aumentare la sicurezza. E anche per combattere l’immigrazione. Anzi: per combattere gli immigrati. I risultati sono metà e metà: le libertà sono state ridotte, la sicurezza non è aumentata. Però sono aumentati i reati e le pene. Il nuovo decreto, come tutti i precedenti, nasce dalla presunta emergenza. Meccanismo sperimentato. Si parte da un fatto di cronaca, possibilmente ben gonfiato da stampa e Tv, si dichiara una emergenza e poi si varano i provvedimenti che aumentano le pene e riducono gli spazi della democrazia.
Stavolta qual era l’emergenza?
Il corteo di Torino concluso con degli scontri con la polizia, e con quel filmato del poliziotto buttato a terra e poi picchiato da quattro o cinque manifestanti. I politici della destra, ben supportati dai loro giornali, hanno gridato all’unisono: “Poteva scapparci il morto”. In realtà era molto difficile che un ragazzo anarchico potesse uccidere quel poliziotto colpendolo con un martello sul polpaccio. Però è vero che poteva fargli molto male. Ed è anche vero che nella settimana del corteo di Askatasuna incriminato, il rischio che ci scappasse il morto c’è stato. Di più: c’è stato il morto. Anzi, due morti. Non a Torino, a Milano. Quartiere Rogoredo. Tutti e due stranieri abbattuti a colpi di pistola dalla polizia mentre scappavano.
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L’emergenza forse è questa: l’uso spregiudicato delle armi da fuoco da parte della polizia. E per affrontarla bisognerebbe ridurre le possibilità che ha la polizia di sparare. Invece il decreto sicurezza prevede lo scudo penale per la polizia. Che vuol dire? Che si trova il modo per impedire che un poliziotto sia processato se spara e uccide. Diciamo semplice: licenza di uccidere il ladro o lo spacciatore. Dopodiché naturalmente nella discussione sul decreto-sicurezza è stata introdotta la questione della lotta all’immigrazione. Che è un altro di quei temi che porta voti. Si è deciso però di rinviare il provvedimento contro l’immigrazione a un nuovo disegno di legge sulla sicurezza. Che conterrà il blocco navale.
Che vuol dire? Sempre il discorso dell’emergenza. La settimana scorsa nel Mediterraneo sono morti mille naufraghi. Restati nella tempesta senza soccorsi. Il nuovo disegno di legge attuerà il blocco navale che consiste nello schierare la marina militare per respingere in alto mare i profughi in difficoltà, con la possibilità che parecchi di loro affoghino. Così magari i morti saranno più di mille. Poi se la prendono se gli dici che sono fascisti…