Parla lo scrittore
Intervista a Erri De Luca: “Trump? Un tiranno senza futuro, in Italia non esiste più una Questione Meridionale”
“Nonostante in Italia sia attutita dal governo filo tycoon, la rivolta contro il presidente Usa è massiccia: gli Usa vivono la prova più dura dalla guerra di secessione ma salveranno la loro democrazia”
Interviste - di Graziella Balestrieri
“Una città in fiamme ha combattuto il fuoco e il Ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L’esercito privato del Dhs di Re Trump
Con le armi strette ai giacconi
È arrivato a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così racconta la loro storia
Contro il fumo e i proiettili di gomma
Alle prime luci dell’alba
I cittadini si sono schierati per la giustizia
Le loro voci risuonavano nella notte
E c’erano orme insanguinate
Laddove sarebbe dovuta esserci pietà
E due morti lasciati a morire sulle strade innevate
Alex Pretti e Renee Good
Minneapolis nostra, sento la tua voce
Cantare attraverso la foschia insanguinata
Resisteremo per questo paese
E per lo straniero in mezzo a noi
Qui a casa nostra sono andati in giro ad ammazzare
Nell’inverno del ‘26
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Per le strade di Minneapolis
I tagliagole federali di Trump hanno percosso
Il suo viso e il suo petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giaceva morto nella neve
Il loro pretesto era la legittima difesa, signore,
Ma non si crede ai propri occhi
Sono il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischi e questi telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e Noem “ (Streets of Minneapolis, Bruce Springsteen)
L’America alza la voce, alza la voce contro la violenza e l’orrore del sangue che ricopre le strade di Minneapolis e contro la politica di un presidente, Donald Trump, sempre più dispotico, xenofobo e isolazionista. E si fa sentire forte, senza nessuna paura, attraverso uno degli artisti simbolo di questa terra, forse l’Artista simbolo : Bruce Springsteen, “Born in the U.S.A” ma figlio di migranti, che usa la sua chitarra per incitare l’America ad uscire da questo buio profondissimo. Ne parliamo con lo scrittore e poeta, che non ha bisogno di presentazioni, Erri De Luca.
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Donald Trump: il linguaggio usato dal presidente sembra essere ormai un linguaggio comune a tutti: violenza, offese, continue denigrazioni: perché ci siamo abituati, perché troviamo tutto questo normale ?
Personalmente non lo percepisco normale e neanche i cittadini americani che nel Minnesota hanno mostrato un enorme coraggio civile. Sono abusi di potere che non hanno futuro. Poi se da noi la percezione è attutita, assopita, è per me una lentezza di riflessi che può sempre rianimarsi. Manca da noi però un’offerta di caffeina politica che risvegli sentimenti civili.
La violenza verbale di Trump si riflette poi, o meglio prosegue nella realtà: l’ICE è un esempio di orrore emblematico, una milizia nazista che ha ucciso donne e uomini, bianchi e non, usato bambini come esche : l’America sembra reagire ma non in maniera così forte: come mai?
Mi sembra al contrario, frequentando l’informazione americana, che la reazione, compresa quella istituzionale dei governatori e delle municipalità, sia robusta, ammirevole e crescente. Da noi si somministra una dose di sordina informativa, visto che il nostro governo simpatizza per l’ICE e il suo mandante.
Cosa dovrebbero fare gli americani?
Quello che stanno già facendo, protestare massicciamente e pacificamente malgrado i lutti e gli oltraggi alla loro costituzione. Proteggono i propri vicini minacciati di sequestro di persona senza mandato. Organizzano squadre che avvisano della presenza della banda armata. La democrazia americana è aggredita, questa è la più grave prova interna dal tempo della guerra di secessione. Credo che ne uscirà rafforzata.
Ci sono però gli artisti che non abbassano mai la testa, uno di questi è Bruce Springsteen, che ha dedicato proprio ieri una canzone contro la violenza dell’ICE e di Trump: l’arte può essere la leva per risvegliare le coscienze?
In questo caso l’artista, il giornalista non è all’avanguardia ma è al seguito del pubblico sentimento di risposta. La canzone di Springsteen è di forte denuncia, nomi compresi, e misura la temperatura della febbre politica. C’è un virus , spuntano gli anticorpi.
Ancora l’ICE, che verrà in Italia per le olimpiadi di Milano-Cortina: perché il governo italiano non può o non riesce a dire di no? Considerando anche le offese che Trump e i suoi hanno fatto contro i nostri militari in Afganistan?
Se confermata la presenza di alcuni agenti di quel corpo, certo non vengono ad arrestare emigranti da noi. Dei loro compiti s’interesserà il ministro degli Interni. Se identificati con la loro sigla e mascherati, propongo una manifestazione sonora di pernacchie.
“La comunicazione parte non dalla bocca che parla ma dall’orecchio che ascolta”: siamo una società che è diventata sorda al dolore e alle ingiustizie degli altri?
La sordità è un disturbo senile. Noi siamo una società invecchiata, da pubblicità televisiva di dentiere.
Andiamo in Iran, dove la lotta per la libertà è sempre più sanguinosa: perché nel mondo ci sono state diverse reazioni a quello che accade in Iran e a quello che è accaduto e che accade a Gaza? C’entra l’antisemitismo?
In Iran si sta svolgendo la più grande e partecipata rivoluzione del secolo. Causata dalla crisi economica si è trasformata in rivolta politica contro il regime teocratico. Si bruciano moschee, luoghi del potere oppressivo, che reagisce alla cieca con la strage di manifestanti senza poterli ridurre all’impotenza. Non faccio paragoni con altre manifestazioni. La nostra sinistra evidentemente simpatizza per la teocrazia iraniana e teme di intromettersi in faccende islamiche.
L’Europa sta a guardare, senza muovere un dito, senza alzare la voce: che cosa teme? Altri dazi? Dunque l’economia è più importante degli uomini?
L’Unione Europea è impegnata con tutta sé stessa nella resistenza ucraina all’invasione russa. Non apre un altro fronte che sarebbe di tipo militare. Magari aspetta un colpaccio americano in Iran di stile venezuelano ma su più grande scala.
Abbiamo parlato di linguaggio, di comunicazione. Il ciclone Harry, ha prodotto al Sud enormi danni ma i media se ne sono dimenticati in fretta. Il Sud è importante soltanto quando ci sono le elezioni?
Non esiste più una questione meridionale. Esiste una questione settentrionale, un governo a componente lombarda che bada all’affarismo con la fabbrica di un ponte mangiamiliardi che intanto arricchisce ditte amiche, alla maniera del TAV in Val di Susa. Decenni senza saper gestire il bubbone dell’Ilva di Taranto: incompetenza e indifferenza settentrionale , questo succede al Sud.
La violenza a cui assistiamo nelle scuole, l’uso di armi, coltelli…è figlia di cosa?
L’adolescenza è un’età di subbugli. Senza genitori con rapporti adulti con i figli e con l’istituzione scolastica prosciugata di risorse fino ai termosifoni spenti, mi meraviglio di così pochi episodi di cronaca. Vuol dire che questa nuova adolescenza è fondamentalmente sana.