La sentenza

Omicidio di Nada Cella, a 29 anni dal delitto condannata Anna Lucia Cecere: per lei 24 anni, due al commercialista Soracco

Cronaca - di Redazione

15 Gennaio 2026 alle 17:48

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Omicidio di Nada Cella, a 29 anni dal delitto condannata Anna Lucia Cecere: per lei 24 anni, due al commercialista Soracco

A 29 anni da quella morte, arriva una prima sentenza di condanna per l’omicidio di Nada Cella, la 24enne uccisa nell’ufficio del commercialista Marco Soracco a Chiavari il 6 maggio 1996.

La Corte d’Assise di Genova presieduta da Massimo Cusatti ha stabilito che ad uccidere la giovane segretaria fu Anna Lucia Cecere: per lei è stata emessa una sentenza a 24 anni di carcere, con l’accusa rappresentata dalla pm Gabriella Dotto che aveva chiesto l’ergastolo.

L’ex insegnante 59enne, oggi residente a Boves, in provincia di Cuneo, si è vista ridurre la pena perché è caduta l’aggravante della crudeltà, mentre è stata confermata quella dei futili motivi. Cecere oggi non era presente alla lettura della sentenza, come non è stata mai presente per tutta la durata del processo.

Condannato a 2 anni il commercialista Soracco, accusato di favoreggiamento, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni di reclusione. Secondo la tesi della Procura Soracco avrebbe saputo da subito chi era l’assassino dietro l’omicidio di Nada Cella, ma lo avrebbe tenuto nascosto per tutti questi anni.

Il commercialista avrebbe coperto Cecere, con la quale avrebbe intrattenuto un rapporto di amicizia o frequentazione, in un contesto nel quale la donna avrebbe sperato di “sistemarsi” col professionista

Quello per l’omicidio di Nada Cella era un processo particolarmente atteso e mediatico, un “cold case” riaperto nel 2021 grazie ai nuovi elementi scoperti dalla criminologa Antonella Delfino Pesce e alla tenacia della madre della vittima, Silvana Smaniotto, che ha sempre chiesto giustizia per la morte della figlia.

Secondo la pm Dotto, alla base del delitto c’era “l’invidia, la frustrazione per i riconoscimenti ottenuti da Nada Cella e negati all’imputata. Il raptus nasce dall’instabilità e dalla mancanza di autocontrollo che hanno dato sfogo alla furia omicida”, aveva spiegato durante la sua requisitoria a ottobre.

Quanto a Soracco, già indagato per omicidio nel 1996 e poi prosciolto dopo due anni, secondo l’accusa aveva “paura di Cecere” constatando “la pericolosità di quella donna” e per questo avrebbe mentito nel corso degli ultimi 29 anni.

di: Redazione - 15 Gennaio 2026

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