Riapre il dibattito

Di chi è lo “Zanardi Equestre” esposto all’Aquila: esplode il caso sul murales salvato e conteso di Andrea Pazienza

La mostra al Maxxi riapre il dibattito sul murales realizzato dalla rockstar del fumetto italiano nel 1984. Un caso simile a Napoli, alla Mostra d'Oltremare

Cultura - di Redazione Web

9 Gennaio 2026 alle 18:00

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Firma di Andrea Pazienza (FOTO DELL’AUTORE)
Firma di Andrea Pazienza (FOTO DELL’AUTORE)

Anche a Cesena un caso Pazienza: un caso intorno a un murales della rockstar del fumetto italiano, un’opera persa, ritrovata, salvata, contesa. È Zanardi: uno dei suoi personaggi più popolari, spietatissimo nella Bologna che anticipava il riflusso dopo gli Anni di Piombo. Zanardi a cavallo, Zanardi equestre. Avevamo raccontato di una storia simile a Napoli, realizzata in un furioso e sbalorditivo slancio creativo alla Mostra d’Oltremare. E anche in questo caso è scattata una contesa sull’opera che in questi giorni compare all’Aquila alla mostra “La matematica del segno”, la mostra dedicata al 70° anniversario della nascita di Pazienza. La vicenda è stata ricostruita in un articolo del quotidiano La Stampa e precedentemente da Il Resto del Carlino.

Era il giugno 1984, un evento commissionato dal Comune a quattro artisti per coprire il cantiere del restauro della Fontana Masini, Pazienza era salito su un’impalcatura in piazza del Popolo e in un paio di giorni aveva affrescato un grande pannello che qualche mese dopo, finiti i lavori, era stato smantellato e abbandonata in un angolo di quei lavori in corso. Oggi è di proprietà di Riccardo Pieri, commercialista, figlio di una donna che passando di lì chiese se potesse portarsi a casa quell’opera, al figlio all’epoca 19enne, grande appassionato di Paz. La salvò insomma. L’ha fatta anche restaurare. Da allora è stata esposta in diverse occasioni.

 

 

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Il murales, tre metri per quattro, vernice su truciolato, è stato parzialmente ricomposto. “Ma a chi appartiene il dipinto in acrilico firmato Paz per cui, quarantadue anni fa, il Comune di Cesena sborsò un milione di vecchie lire prima di vederselo sparire sotto gli occhi dalla piazza principale della città?”, si chiede il quotidiano. L’indagine per appropriazione indebita è stata archiviata. Per l’ex parlamentare dei Verdi che coinvolse Pazienza nella realizzazione, Sauro Turroni, l’opera dovrebbe tornare al pubblico, al Comune di Cesena che già avrebbe pensato alla possibile collocazione.

A riaprire il dibattito sull’opera è stata la mostra in corso all’Aquila che mette insieme oltre 300 opere, alcune mai esposte finora, dai primi lavori giovanili fino alla produzione più nota. La mostra, patrocinata dal Comune dell’Aquila, a cura di Giulia Ferracci e Oscar Glioti ha aperto il 6 dicembre 2025 e durerà fino al 6 aprile 2026, quando aprirà un nuovo progetto espositivo nella sede di Roma del Maxxi. L’Aquila nel 2026 sarà Capitale Italiana della Cultura.

 

 

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9 Gennaio 2026

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