Spionaggio
Come Aldrich Ames guadagnò 2 milioni e mezzo per vendere segreti a Mosca: è morto l’agente della CIA, spia di Russia e URSS
Condannato all'ergastolo, dal 1994 era in un carcere nel Maryland. "Queste guerre di spionaggio sono uno spettacolo secondario, non hanno avuto impatto reale sui nostri interessi di sicurezza"
Esteri - di Redazione Web
Aldrich Ames aveva ammesso di aver ricevuto due milioni e mezzo di dollari per vendere informazioni riservate dei servizi segreti occidentali all’Unione Sovietica alla Russia. Si era dichiarato colpevole di spionaggio ed evasione fiscale ed era stato condannato all’ergastolo. E in un carcere nel Maryland è morto, a 84 anni, come confermato da un portavoce del Bureau statunitense degli istituti penitenziari. “Queste guerre di spionaggio sono uno spettacolo secondario che non ha avuto un impatto reale sui nostri importanti interessi di sicurezza nel corso degli anni”, aveva comunque commentato.
Ames era stato a lungo funzionario della CIA, la principale agenzia di intelligence per l’estero degli Stati Uniti. Era nato nel 1941, figlio di un altro analista della CIA a sua volta, era entrato nell’agenzia a 26 anni fino alla nomina di capo del servizio di controspionaggio della divisione che si occupava di Unione Sovietica, nel 1983. E proprio dal 1985 al 1994 aveva fornito informazioni riservate a Mosca, a quanto pare anche per via dei suoi debiti contratti a causa delle spese di mantenimento della sua prima moglie.
- Mosca espelle due diplomatici britannici per spionaggio, guerra “ibrida” tra Cremlino e Londra per il sostegno a Kiev
- Paragon, lo scandalo si allarga: la società “straccia” i contratti con l’Italia dopo la bufera sullo spionaggio
- Gershkovich condannato in Russia, al giornalista Usa del Wall Street Journal 16 anni per “spionaggio”
- Chi è Walter Biot, l’ufficiale condannato a 20 anni per spionaggio e corruzione
Aveva accesso anche ai nomi delle spie degli Stati Uniti nell’URSS. Per prima cosa fornì i nomi di alcuni funzionari del KGB, i servizi segreti sovietici, per circa 50mila dollari. Ames, che aveva anche problemi di alcolismo, attirò l’attenzione anche per via del suo stile di vita troppo lussuoso. Fu arrestato il 21 febbraio 1994 dopo un’indagine federale che stimò che le sue attività avessero compromesso oltre 100 operazioni segrete della CIA e causato la morte di almeno dieci persone che collaboravano con l’agenzia statunitense.
Collaborò da subito alle indagini. La condanna: ergastolo. Nessuna possibilità di libertà condizionale. Espresse “profonda vergogna e senso di colpa” per “questo tradimento della fiducia, compiuto per i motivi più vili” ma aveva allo stesso tempo sminuito dicendo alla Corte di non credere di aver “danneggiato in modo significativo” gli USA o di aver “aiutato in modo significativo” Mosca. E la seconda moglie, a conoscenza delle attività del marito e coinvolta in alcune accuse minori, ebbe soltanto cinque anni. Ames era in carcere dal 1994.