Il passaggio storico
Euro anche in Bulgaria: Sofia entra nella moneta unica tra crisi di governo, scetticismo e Russia
Sofia era entrata nell'Unione nel 2007, è lo Stato membro più povero. Salgono a 21 i Paesi Europei dove si utilizza la moneta unica europea
Esteri - di Redazione Web
A partire da oggi, 1 gennaio 2026, anche la Bulgaria entra nella zona Euro, quasi vent’anni dopo l’adesione all’Unione Europea. Salgono così a 21 i Paesi dove si utilizza la moneta unica. Passo celebrato dalla Banca Centrale Europea con la proiezione di un’installazione luminosa sulla facciata della sede principale a Francoforte. Non un ingresso trionfale considerando il grande scetticismo della cittadinanza verso questo passaggio.
Sofia era entrata nell’Unione Europea nel 2007, nel 2014 era entrata nell’area di libero scambio di Schengen. La decisione di adottare la moneta unica era stata presa lo scorso luglio, il tasso ufficiale di conversione era stato fissato a 1,95583 lev bulgari per un euro, come si legge in una nota della Banca Centrale Europea. La Banca centrale bulgara entra nell’Eurosistema, diventa membro a pieno titolo del Meccanismo di vigilanza unico e il suo Governatore siede nel Consiglio direttivo della Bce. Sono circa 358 milioni gli europei che utilizzano la moneta unica.
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“Rivolgo un caloroso benvenuto alla Bulgaria nella famiglia dell’euro e al Governatore Radev in seno al Consiglio direttivo della BCE, a Francoforte”, la dichiarazione di Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea. “L’euro è il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme, dei valori condivisi e della forza collettiva con cui possiamo contrastare l’incertezza geopolitica mondiale che stiamo vivendo”.
Il passaggio arriva tuttavia in un momento di crisi per Sofia: il governo è caduto da poco dopo larghe e partecipate proteste contro la corruzione, sono previste nuove elezioni e il Parlamento non è riuscita ad approvare una legge di bilancio. Secondo molti sondaggi, la cittadinanza voleva rimanere al lev per paura dell’inflazione ma anche per una vicinanza storica alla Russia. La Bulgaria resta il Paese più povero dell’Unione, anche se il PIL è quadruplicato dall’adesione e se i salari crescono più rapidamente che in qualsiasi altro Stato membro.