La denuncia dei sindacati

Supermercati Pam, il “test del finto cliente” per i dipendenti: così vengono licenziati se non scoprono i furti

Economia - di Redazione

18 Novembre 2025 alle 11:15

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Supermercati Pam, il “test del finto cliente” per i dipendenti: così vengono licenziati se non scoprono i furti

Un caso, il primo, verificatosi a Siena, poi altri due a Livorno, ma altri ce ne sarebbero stati anche nel Lazio. Sono i “test del carrello” effettuati nei supermercati Pam e che ha portato al licenziamento di tre dipendenti, cassieri del gruppo della GDO.

A denunciarlo sono i sindacati, che raccontano al Quotidiano Nazionale come funziona il metodo: l’azienda invia alcuni ispettori nei panni di finti clienti, che nascondono prodotti “rubati” nel carrello. È così che, in caso di mancato rilevamento del furto da parte del cassiere di turno, scatta la contestazione disciplinare.

È così che Fabio Giomi, 62 anni, dipendente del Punto Pam in stazione a Siena, è stato cacciato. E nei giorni scorsi è toccato anche ai dipendenti degli store Pam di via Roma e del quartiere Corea, a Livorno.

A raccontare gli episodi è Sabina Bardi, responsabile Area Livorno di UilTucs Toscana. “Il primo caso riguarda Tommaso, dipendente da circa trenta anni del punto vendita di Corea, sottoposto al ’test carrello’, trasformato però in imboscata. Gli ispettori nascondono dei prodotti, attuano poi vere e proprie provocazioni alla cassa, fanno pressioni psicologiche. Una trappola studiata per indurlo a sbagliare e giustificarne così il licenziamento”, spiega la sindacalista della Uil.

L’altro caso riguarda Davide, da 20 anni in azienda e dipendente del punto vendita di via Roma a Livorno, “bersagliato da contestazioni continue e infondate a nostro parere. Un’escalation disciplinare costruita ad arte, che ha portato al suo allontanamento”, denuncia Bardi.

Per Massimiliano Fabozzi, segretario di Filcams Cgil Siena, la questione è chiara: i ‘test carrello’ mettono in difficoltà i lavoratori, che “non sono poliziotti”. “Si tratta di un atto unilaterale e soprattutto, se un cliente nasconde un prodotto e il cassiere non se ne accorge, non può essere accusato di complicità o licenziato per giusta causa: c’è un problema di democrazia. Giomi tra l’altro era un delegato sindacale”, ricorda ancora Fabozzi.

In settimana è previsto un tavolo a Roma tra azienda e sindacati nazionali, dove al centro vi sarà anche la questione del ‘test carrello’ e delle sanzioni.

di: Redazione - 18 Novembre 2025

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