L'attacco alla moschea

Nessuno ferma lo squadrismo degli israeliani: così i coloni stanno mettendo a ferro e fuoco la Cisgiordania

L’episodio si inserisce in una scia di violenze delle ultime settimane che ha visto aumentare gli attacchi a palestinesi, incendi di veicoli e villaggi come Beit Lid e Deir Sharaf

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

14 Novembre 2025 alle 15:30

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Nessuno ferma lo squadrismo degli israeliani: così i coloni stanno mettendo a ferro e fuoco la Cisgiordania

Dopo i pogrom contro i villaggi. Dopo la distruzione degli ulivi, ecco le moschee date alle fiamme. Coloni israeliani hanno dato fuoco alla moschea di Hajja Hamida, tra Deir Istiya e Kafr Haris, in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa, confermata dai media israeliani. A quanto raccontato da Nazmi Salman, un attivista contro l’espansione degli insediamenti, alcuni abitanti della zona sono intervenuti per impedire che il fuoco si diffondesse in tutta la moschea.

Sui muri dell’edificio sono state trovate scritte contro gli arabi, ma secondo il Times of Israel anche contro le Forze israeliane che negli ultimi giorni sono sempre più impegnate a contenere le violenze dei coloni. «Non abbiamo paura di Avi Blot», si leggeva tra l’altro, in riferimento al generale che comanda le truppe israeliane in Cisgiordania. Le immagini mostrano danni gravi all’edificio e copie del Corano bruciate. L’episodio si inserisce in una scia di violenze delle ultime settimane che ha visto aumentare gli attacchi a palestinesi, incendi di veicoli e villaggi come Beit Lid e Deir Sharaf. Sui social media si autodefiniscono “Battaglione Re David” e mostrano con orgoglio le immagini dei loro attacchi affermando di voler «redimere la Terra di Israele».

Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha “condannato fermamente” i recenti attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi definendoli opera di “una minoranza criminale”. “Si tratta di atti che contraddicono i nostri valori. Oltrepassano una linea rossa e distolgono l’attenzione delle nostre forze dall’adempimento della loro missione, dalla difesa delle comunità e dalla conduzione di operazioni offensive. Siamo determinati a porre fine a questo fenomeno e agiremo con severità finché giustizia non sarà fatta”, ha affermato mentre era in visita in Cisgiordania durante una vasta esercitazione militare. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato le violenze compiute dai coloni nel nord della Cisgiordania, definendole ‘’gravi e sconvolgenti’’. In un post su X, Herzog ha scritto che “il violento e pericoloso manipolo responsabile degli eventi in Samaria ha oltrepassato il limite”, riferendosi alla Cisgiordania. “Tale violenza contro i civili e contro i soldati dell’Idf è intollerabile e la condanno fermamente”, ha aggiunto

Nell’amministrazione Trump «c’è una certa preoccupazione che gli eventi in Cisgiordania possano avere ripercussioni tali da compromettere ciò che stiamo facendo a Gaza». Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio a margine del G7 in Canada, ripreso dai media israeliani, in merito all’escalation di attacchi da parte di coloni israeliani ai danni di persone e proprietà palestinesi in Cisgiordania. L’ufficio umanitario delle Nazioni Unite ha contato la scorsa settimana più attacchi da parte di coloni israeliani contro palestinesi in Cisgiordania nel mese di ottobre che in qualsiasi altro mese da quando ha iniziato a tenerne traccia nel 2006. Ci sono stati oltre 260 attacchi, ha dichiarato. Palestinesi e attivisti per i diritti umani accusano l’esercito e la polizia israeliana di non fermare gli attacchi dei coloni. La forza di polizia è supervisionata dal ministro di gabinetto Itamar Ben-Gvir, leader di estrema destra che rappresenta proprio gli interessi dei coloni e tiene sotto scacco l’intero governo.

Dalle fiamme in Cisgiordania alle macerie di Gaza

Recenti dati satellitari delle Nazioni Unite hanno mostrato che 198.273 edifici – circa l’81% degli edifici di Gaza – sono stati danneggiati e diverse strade principali sono bloccate dalle macerie. Circa il 62% delle 198.273 strutture danneggiate è stato completamente distrutto, sempre secondo l’Onu. Nel frattempo, gran parte dei materiali di ricostruzione e delle attrezzature pesanti necessarie per riparare le case danneggiate non possono entrare a Gaza, bloccando di fatto la ricostruzione. L’Onu ha affermato che la guerra ha portato Gaza ad avere il più alto numero di bambini amputati in percentuale rispetto alla popolazione al mondo, con un quarto di tutte le lesioni permanenti che richiedono riabilitazione. Si stima inoltre che nella Striscia vi siano ancora circa 70.000 tonnellate di esplosivi non detonati.

14 Novembre 2025

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