Era il rivale numero uno
Turchia, la scure del regime di Erdogan contro l’ex sindaco di Istanbul Imamoglu: rischia oltre 2mila anni di carcere
Deve rispondere assieme ai suoi presunti complici di 142 capi d’accusa, con reati che vanno dall’estorsione alla frode a danno di istituzioni pubbliche, passando per corruzione, turbativa d’asta, riciclaggio e diffusione di dati personali.
La Procura di Istanbul ha concluso l’indagine nei confronti di Ekrem Imamoglu, l’ormai ex sindaco della città rimosso dall’incarico dopo l’arresto per corruzione dello scorso marzo: i giudici lo considerano capo di un’organizzazione “criminale” che, secondo il procuratore capo di Istanbul Akin Gurlek, avrebbe provocato danni allo Stato pari a 160 miliardi di lire turche (3,8 miliardi di dollari).
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Per l’ex sindaco di Istanbul è stata dunque chiesta una condanna monstre, una pena detentiva da 849 anni fino a 2.430 anni di carcere. Il processo imbastito contro Imamoglu è l’ultimo atto della campagna repressiva voluta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, di cui era il principale rivale in quanto leader della principale formazione politica di opposizione, il Partito popolare repubblicano (Chp).
Imamoglu è considerato colpevole di 26 reati e, nell’atto di accusa, compaiono in tutto i nomi di 402 sospetti, tra i quali 105 si trovano in carcere, 170 sono sottoposti a un controllo giudiziario e altri 7 sono ricercati con un mandato di arresto.
Nel presentare l’atto d’accusa ai giornalisti, Akin Gurlek, il procuratore capo, ha spigato che il processo contro la municipalità di Istanbul si svolgerà nell’aula di tribunale del carcere di Silivri, alla periferia di Istanbul, dove Imamoglu è detenuto dal 19 marzo.
Secondo il Chp, l’arresto dell’ex sindaco di Istanbul e quelli di altri esponenti del partito che si sono susseguiti nel corso dell’anno sono “motivati politicamente“, nel quadro di un piano volto a indebolire l’opposizione in vista delle prossime elezioni presidenziali nel Paese. “Questo caso non è legale, è puramente politico. Il suo scopo è quello di fermare il Partito Popolare Repubblicano (CHP), arrivato primo alle ultime elezioni (locali), e di bloccare il suo candidato alla presidenza”, ha dichiarato il nuovo leader dell’opposizione al regime di Erdogan, Ozgur Ozel, su X.
Proprio l’arresto del sindaco di Istanbul aveva portato lo scorso settimane ad affollate proteste di piazza, le più partecipate da un decennio a questa parte nel Paese, con violenti scontri con le forze di polizia: centinaia di persone furono arrestate per i disordini.
Il caso Imamoglu è stato citato dalla Commissione europea nel recente rapporto sulla Turchia, dove Bruxelles ha espresso “preoccupazioni riguardo al continuo deterioramento degli standard democratici, dello stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura e del rispetto dei diritti fondamentali”.