La manovra 2026
La patrimoniale che indigna la destra: lo “scandalo” tutto italiano delle tasse per gli ultra-ricchi
Ma voi pensate davvero che un miliardario decida di modificare profondamente i suoi assetti di vita e le sue abitudini per una tassa di qualche migliaio di euro che neppure scalfisce la sua potenza economica?
Politica - di Piero Sansonetti
Il ministro Giorgetti protesta: “Stanno massacrando la mia manovra”. Landini gli risponde: “E’ la tua manovra che sta massacrando gli italiani”. Lo scontro è sulle cifre ma soprattutto sui criteri. Perché – chiede la sinistra – decidendo un piccolo taglio fiscale si è deciso di escludere da questo taglio i redditi inferiori ai 30 mila euro? Che le cose stiano così è indiscutibile. Perché stanno così è incomprensibile.
Ed è incomprensibile il muro (indignato) che si è alzato per respingere la proposta della Cgil e di Elly Schlein di introdurre in Italia una piccola tassa di appena l’1 o l’1 e mezzo per cento sui patrimoni superiori ai due milioni di euro. Si tratterebbe di un contributo di solidarietà da richiedere a 500 mila persone in tutto, cioè al settore più ricco della nostra società. Landini ha calcolato che con questo contributo si possono raccogliere circa 26 miliardi. Da reinvestire sulla sanità, la scuola, il welfare.
Dov’è lo scandalo? Con quali argomenti ci si può opporre? L’ argomento principale che ho sentito è quello secondo il quale questa tassa metterebbe in fuga i ricchi che cercherebbero la residenza in paesi dove le tasse sono più basse. E l’Italia si impoverirebbe. Ma voi pensate davvero che un miliardario decida di modificare profondamente i suoi assetti di vita e le sue abitudini per una tassa di qualche migliaio di euro che neppure scalfisce la sua potenza economica?
L’altro argomento che qualcuno sussurra è che in questo modo, pur senza grandi stravolgimenti economici, si introduce però un principio che viola il sacro valore della proprietà privata. Sono gli ultraliberisti a dire questo, perché pensano che comunque la ricchezza di chiunque appartenga al suo proprietario e non possa essere sfiorata da nessuno, tantomeno dallo Stato. Ma questa tesi – che credo sia il massimo del pensiero reazionario e che non è compatibile neppure con gli insegnamenti della guida suprema del liberalismo italiano, e cioè Luigi Einaudi – non tiene conto del principio costituzionale della tassazione proporzionale e progressiva. E’ vero che una parte della destra propone la flat tax, cioè le tasse uguali per ricchi e poveri, che raderebbe al suolo il principio della progressività del fisco, ma se Dio vuole finora nessuno ha ancora avuto il coraggio di imporre questa misura che è considerata insensata persino nell’America super liberista.
Comunque l’immagine di Giorgia Meloni che giura (“ questa patrimoniale non vedrà mai la luce”) chiarisce le idee a chi pensa che destra e sinistra siano diventate la stessa cosa. Non è così. La differenza è semplice: la destra sta con i ricchi, la sinistra con i poveri. (E Conte con chi sta? Lo capiremo nei prossimi giorni).