I dati Oxfam

Come funziona e chi colpisce la patrimoniale, contro le disuguaglianze per colmare l’abisso tra ricchi e poveri

La povertà è in aumento. In Italia l’1 per cento dei più ricchi detiene il 23 per cento della ricchezza nazionale. Lo scarto tra ricchi e poveri è abissale

Editoriali - di Piero Sansonetti - 16 Gennaio 2024

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Come funziona e chi colpisce la patrimoniale, contro le disuguaglianze per colmare l’abisso tra ricchi e poveri

Elsa Fornero, molto pacatamente, spiega perché oggi una tassa patrimoniale sarebbe molto utile all’economia del paese. Potrebbe alleggerire il debito pubblico, che ha raggiunto vette altissime, e potrebbe ridurre un pochino le diseguaglianze, che da anni crescono senza freno. Da destra la linciano per questa sua tesi. Da sinistra fanno finta di non averla sentita o letta.

Nessuno invece si indigna per i dati forniti ieri da Oxfam sulle diseguaglianze nel mondo e in Italia. Le cinque persone più ricche del mondo hanno raddoppiato il loro patrimonio in due anni. L’1 per cento della popolazione mondiale detiene il 43 per cento della ricchezza.

La povertà è in aumento. In Italia l’1 per cento dei più ricchi detiene il 23 per cento della ricchezza nazionale. Lo scarto tra ricchi e poveri da noi, come vedete, è abissale ma inferiore alla media mondiale.

Per la semplice ragione che nella media mondiale ci sono tutti i paesi dove vivono miliardi di persone che passano la giornata con meno di due dollari. Sono quelli che vorrebbero emigrare.

Mi chiedo: ma oggi in Italia, in termini di fisco, questa ricchezza come è tassata? Guardo i dati del 2020. Risulta che le persone con un reddito Irpef superiore ai 100 mila euro lordi (circa 4.500 euro netti al mese) rappresentano solo l’1,2 dei contribuenti e versano tasse pari al 10 per cento del totale delle tasse pagate dai cittadini.

Ma come è possibile? Siccome la cifra dell’1 per cento più o meno coincide con la cifra degli italiani che detengono il 23 per cento delle ricchezze nazionali, devo immaginare che siano gli stessi.

Mi aspettavo che, col sistema della tassazione progressiva imposta dalla Costituzione, versassero almeno il 50 per cento delle entrate fiscali dello stato. Sarebbe giusto se fosse così. Invece solo il 10 per cento. Se però, per provare a recuperare qualcosa, provi a pronunciare la parola “patrimoniale”, ti spolpano vivo.

Non solo. Ma per riformare il fisco hanno deciso di abbassare le tasse ai ricchi e di eliminare il sistema progressivo. Vogliono la flat tax. Percentuale sul reddito uguale per il morto di fame e il miliardario.

Sapete con la riforma fiscale del 1974 (governo Moro, Dc, ministro Visentini, repubblicano di destra) quanti scaglioni fiscali furono introdotti? 32.

I più poveri pagavano il 10 per cento, i più ricchi il 72 per cento. Oggi tre aliquote: i poveri pagano il 23 i ricchi il 43. È giusto ribellarsi a questa svolta darwiniana?

Servirebbe qualche idea e qualche ideale socialista. Ce ne sarebbe un gran bisogno. Purtroppo quel che manca, in politica, sono i partiti socialisti.

16 Gennaio 2024

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